Migranti nascosti nei camion e lasciati in A14: indaga la polizia

27 Gennaio 2020

Nel giro di una settimana bloccati cinque afgani mentre vagavano sull’autostrada nel tratto chietino I clandestini partiti dalla Grecia e stipati nei rimorchi: due di loro già in fuga dai centri d’accoglienza 

CHIETI. Intimoriti, gli occhi sgranati, i vestiti sporchi di fango e olio di motore. Camminavano, in direzione nord, sulla corsia d’emergenza del tratto Chietino dell’A14. Cinque migranti afgani, di cui tre minorenni, sono stati fermati sull’autostrada nel giro di appena una settimana: quattro di loro hanno raccontato di essere arrivati nei pressi dell’area di servizio Alento Est, che si trova nel territorio comunale di Miglianico, stipati nel rimorchio di un camion. E l’ombra del racket inizia ad allungarsi su un fenomeno, quello dei clandestini abbandonati in A14, sempre più frequente.
IL RACCONTO. I migranti non avevano documenti, non capivano nulla di quello che i poliziotti dicevano, non conoscevano una sola parola di italiano. Poche, parziali ammissioni le hanno fatte in un inglese stentato, davanti agli agenti della Stradale di Vasto sud, coordinati dall’ispettore Luca Di Paolo. I disperati hanno raccontato che il loro viaggio verso l’Italia è partito da un porto della Grecia, dove sono saltati su un camion diretto a Bari. Di più, non hanno detto. Il primo gruppo di 4 clandestini è stato fermato il 17 gennaio; un migrante che vagava da solo, invece, è stato individuato venerdì scorso: l’ipotesi è che lui abbia viaggiato per ore aggrappato sotto un tir. In entrambe le circostanze, a lanciare l’allarme al 113 sono stati alcuni automobilisti. Trasportati all’ospedale di Chieti dal 118 per i controlli, i clandestini sono stati poi accompagnati in questura per l’identificazione. Ad occuparsi delle procedure è stato l’Ufficio immigrazione, diretto dal vice questore Gabriella Falco.
LE INDAGINI. Certezze, ripetono gli investigatori, non ce ne sono. Ma, con due episodi a distanza così ravvicinata, appare piuttosto chiaro come l’A14 sia un ponte con il nord Europa. Svezia, Germania e Francia sono il miraggio di questi disperati pronti a tutto, anche a rischiare la vita, pur di raggiungere il loro obiettivo. Le indagini della polizia sono all’inizio. Ma il sospetto è che ci sia un business sulla pelle dei profughi in fuga, disposti a pagare per superare il confine italiano e arrivare alla meta prescelta. Sul trasporto dei clandestini con gli autocarri sono state avviate in passato inchieste dalla procura di Bari, che hanno portato alla luce l’esistenza di un tariffario messo a punto dai trafficanti. Le basi di partenza, stando a quanto emerso, erano in Grecia e i costi del viaggio variavano a seconda dello spazio nel camion.
LA FUGA. I cinque afgani hanno fatto richiesta di asilo politico. Ma due di loro, peraltro minorenni, dopo poche ore dall’arrivo nel centro d’accoglienza di Carunchio, nel Vastese, sono scappati. E adesso si trovano chissà dove.
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