Migranti nell’ex Rsa Il rione San Paolo prepara un corteo

Esplode la protesta, ma il sindaco Menna difende la scelta «I cittadini stiano tranquilli, proporrò un’alternativa»
VASTO. Profughi in città, nasce un nuovo comitato per il no. Ed esplode la protesta. “No agli immigrati al posto degli anziani. Il quartiere San Paolo scende in piazza”. Recitano così i volantini distribuiti in questi giorni in città. “Sabato 18 febbraio, alle 10, i residenti dell’ex 167 scenderanno in strada per dire no all’invasione. Lo faremo con un corteo che dalla Villa Dinamica raggiungerà la struttura destinata ad ospitare i migranti”, specificano i manifesti pubblicati anche su Facebook. Ma il sindaco Francesco Menna corre subito ai ripari e, interpellato ieri sera dal Centro, ha rassicurato i cittadini: «State tranquilli, proporrò un’alternativa».
Non sapere e non conoscere i progetti del Comune ha originato paura nelle famiglie. I profughi dovrebbero essere ospitati nei locali della ex rsa San Pio, al piano terra di un condominio di corso Mazzini all’incrocio con via Spataro. «Un conto è avere una struttura per anziani nel condominio, un conto convivere con profughi di cui si ignora tutto», protestano le famiglie. I residenti del quartiere San Paolo dicono quindi “no” all’apertura di un centro profughi e hanno organizzato per questo una manifestazione. Hanno già informato i carabinieri e la polizia. Diversi i politici che si sono schierati dalla loro parte. Marco Di Michele Marisi ha inviato un esposto al prefetto di Chieti, Antonio Corona, e per conoscenza al sindaco e al dirigente del Servizio di igiene e sanità pubblica, palesando dubbi sull’idoneità della struttura. «La struttura per anziani, che dovrebbe essere ceduta in affitto o in uso ad una associazione di volontariato o ad un consorzio per i migranti, non appare idonea», scrive Marisi, «sarebbe opportuno verificare i nullaosta sanitari. Gli accertamenti di ordine igienico-sanitario sono estremamente necessari, sia per la protezione dell’ambiente circostante e degli abitanti di corso Mazzini, che per la tutela della salute dei migranti. La Prefettura», continua Marisi, «cura le procedure di affidamento e stabilisce che l’ente gestore ha l’obbligo di avvalersi di strutture munite di destinazione urbanistica compatibile con il servizio in oggetto, che rispettino la normativa in materia residenziale, sanitaria, di sicurezza antincendio e antinfortunistica.Così non è. La ex Rsa è nel popoloso quartiere 167 con già noti ed evidenti problemi di sicurezza che preoccupano fortemente i residenti, i quali sono allarmati dall’apertura del Centro d’accoglienza in un palazzo nel quale risiedono maggiormente anziani». Il sindaco Menna risponde: «Da notizie ricevute dalla prefettura la scelta della ex Rsa non è ancora definitiva. L’adozione dello Sprar (Servizio centrale del sistema di protezione per richiedenti asilo, ndc) è stata votata dal Consiglio comunale proprio per tenere la situazione sotto controllo. Comunque mi impegnerò a trovare una sede alternativa»

