Mille fedeli in cattedrale salutano la fine del Giubileo

21 Novembre 2016

In tanti restano fuori ad ascoltare la messa, l’arcivescovo chiude la Porta santa Nell’anno indetto dal Papa boom di turisti asiatici al santuario del Miracolo

LANCIANO. «Chiudiamo fisicamente la porta santa della misericordia ma spalanchiamo le porte dei nostri cuori a Cristo». Con queste parole l’arcivescovo Emidio Cipollone chiude, nella cattedrale della Madonna del Ponte, l’anno giubilare della misericordia indetto da papa Francesco nel dicembre scorso. A differenza di altre chiese, e della stessa San Pietro dove la porta santa è stata chiusa dal Papa ieri mattina, in cattedrale la porta è rimasta aperta qualche ora in più per questioni tecnico-organizzative.

IL GIUBILEO. «In tutto il mondo le porte sante sono state chiuse domenica scorsa», spiega il vescovo ai tantissimi fedeli, «noi lo facciamo oggi (ieri per chi legge, ndc) perché la scorsa domenica la cattedrale ha accolto i gruppi di preghiera di padre Pio e non ci saremmo entrati tutti. Si chiudono due anni intensi per la diocesi, lo scorso anno con il giubileo per i 500 anni della Chiesa frentana e quest’anno con il giubileo straordinario della misericordia. Due anni intensi di preghiera e apertura al mondo per annunciare la gioia del Vangelo». Periodo nel quale la Chiesa frentana ha sentito vicino papa Francesco che, proprio a chiusura dei 500 anni e alla vigilia dell’apertura del giubileo della misericordia, ha inviato una lettera alla diocesi definendo questa terra «beata» perché «custode del segno tangibile di Cristo nel miracolo dell’Eucarestia e delle spoglie dell’apostolo Tommaso».

CERIMONIA DI CHIUSURA. La cattedrale non riesce a contenere i tantissimi fedeli (era l’unica chiesa della diocesi in cui si celebrava la messa vespertina) accorsi per la cerimonia e che erano già seduti in chiesa ben prima dell’inizio. Decine di fedeli ascoltano la messa in piazza. «Siamo in tanti», dice monsignor Cipollone, «e in tanti quest’anno abbiamo vissuto un’intensa esperienza comunitaria grazie anche al giubileo. Dobbiamo continuare questa missione dell’essere annunciatori di Cristo. Come disse papa Giovanni Paolo II: “aprite le porte a Cristo”. Chiudiamo fisicamente la porta santa ma apriamo i nostri cuori a Dio». Poi un appello a continuare sulla strada della misericordia: «Questo è stato un punto di partenza per una vita cristiana migliore. La misericordia è dare, condividere, aprirsi verso gli altri, costruire ponti e non muri». A fine messa, alla quale prende parte anche l’arcivescovo emerito Ezio D’Antonio, il prelato chiude la porta santa.

IL TURISMO. Anno straordinario anche per il turismo religioso legato al giubileo. Il Miracolo Eucaristico (90mila arrivi annui) ah registrato il 10 % di presenze straniere in più, come spiega Massimiliano Di Paolo che si occupa dell’accoglienza dei gruppi al santuario retto da padre Fabrizio De Lellis. Un segno positivo dovuto anche al fatto che il Papa ha deciso che non si concentrasse tutto a Roma e venissero aperte più di diecimila porte sante in tutto il mondo. «Si poteva lucrare l’indulgenza anche in altre chiese», spiega Di Paolo, «e qui l’effetto si è sentito. Varcare la porta del Miracolo ha un sapore particolare e abbiamo avuto una massiccia affluenza di pellegrini, in particolare dai paesi asiatici. Indonesia soprattutto, poi Cina e Vietnam. Stabili i tantissimi gruppi polacchi, sono scesi invece i “gruppi forti”, quelli degli americani a causa degli attentati in Europa, e dei brasiliani per la grave crisi economica del Paese, ma complessivamente c’è stato un +10% di pellegrini in più col giubileo. Stranieri, ovviamente».

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