Mille studenti urlano contro Renzi

11 Dicembre 2014

Un fiume di giovani in piazza: cantano Mameli e contestano la riforma e il degrado della scuola

CHIETI. Studenti in piazza per protestare contro la riforma della scuola e il degrado di molti istituti superiori teatini. Si sono dati appuntamento in circa un migliaio ieri alle 9.30 alla villa comunale. In corteo hanno raggiunto piazza Valignani per poi tornare indietro a piazza Vico dove hanno tenuto un sit-in. Particolarmente scenografico è stato il passaggio alla Trinità, dove i ragazzi hanno intonato l’Inno di Mameli in uno sventolare di bandiere italiane (le uniche ammesse alla manifestazione) e acceso tre fumogeni verde, bianco e rosso. Tutto sotto il controllo di un servizio d’ordine fatto dagli stessi studenti oltre che dalla polizia. L’organizzazione è stata curata dal Blocco studentesco, movimento nato da Casapound, in collaborazione con i rappresentanti d’istituto delle scuole partecipanti, ovvero tutti gli istituti superiori teatini meno lo Scientifico e il Pedagogico (i cui rappresentanti, però, hanno partecipato al sit-in finale. La manifestazione non ha avuto riferimenti politici né tanto meno partitici. Tanto è vero che uno dei cori più gettonati diceva “siamo tutti quanti studenti, né rossi né neri ma liberi pensieri”. «Abbiamo manifestato contro la riforma Renzi», spiega Alessio Capone, rappresentante d’istituto dell’Itis Di Savoia, «contro la privatizzazione degli istituti scolastici e per denunciare lo stato di difficoltà in cui si trovano tante scuole di Chieti, con calcinacci cadenti, aule fredde e assoluta mancanza di fondi per mandare avanti il sistema scolastico». «Abbiamo voluto anche invitare gli studenti affinché siano più consapevoli, più partecipi e collaborativi alla vita studentesca a 360 gradi», ha aggiunto Claudio Capo, rappresentante d’istituto del Galiani, «Siamo molto soddisfatti della riuscita della manifestazione nonostante il boicottaggio di qualche professore con qualche pregiudizio di troppo sull’attività del Blocco studentesco».

«A loro abbiamo dimostrato che si sbagliavano», ha detto Capone, «perché il corteo è pienamente riuscito sia sotto il profilo della grande partecipazione degli studenti, sia sotto quello del messaggio lanciato, che non aveva nulla di politico o di partitico». «Non ci fermeremo qui, perché abbiamo intenzione di organizzare tante altre iniziative, soprattutto a sfondo culturale», ha concluso Capo.(a.i.)