Minacce alla vicina con l’acido

3 Marzo 2015

Stalking: inflissi dal Gup due anni a un 66enne. Lei ha 71 anni

MONTAZZOLI. L’avrebbe perseguitata per nove mesi con appostamenti sotto casa, pedinamenti e minacciata anche di sfigurarla con l’acido se non avesse ceduto, non avesse instaurato un rapporto con lui. Minacce e pedinamenti che crearono nella donna, una 71enne vediva e vicina di casa vittima di queste attenzioni morbose, uno stato di terrore e tensione tale da temere per la sua incolumità. Per questo, con le accuse di stalking e minacce, è stato condannato con rito abbreviato a due anni di reclusione Nicola Caferra, 66 anni, di Montazzoli, dal giudice per le udienze preliminari Cleonice Cordisco.

Caferra, il 23 settembre scorso fu anche arrestato dai carabinieri di Atessa che seguirono le indagini. L’uomo fu rinchiuso prima nel carcere di Villa Stanazzo, poi fu messo ai domiciliari. Indagini partite dalla denuncia della donna, decisa a voler porre fine al suo incubo. Un incubo fatto di richieste pressanti dell’uomo, pedinamenti, appostamenti anche sotto casa per 9 mesi, fino addirittura alla minaccia di usare l’acido per sfigurarla, se non avesse avuto una relazione sessuale con lui. Proprio questa minaccia di aver acquistato dell’acido muriatico e che l’avrebbe usato per punirla se non si fosse decisa ad assecondare le sue richieste spinse la donna, spaventata dalle continue molestie e dalle proposte oscene, a rivolgersi ai carabinieri. Che, coordinati dal procuratore capo Francesco Menditto, in pochi giorni sono arrivati all’arresto di Caferra, temendo per le sorti della donna visto che, sempre in base alle indagini pare che oltre all’acquisto dell’acido muriatico l’uomo nelle ultime settimane era diventato più aggressivo.

Ieri l’udienza svolta col rito abbreviato alla presenza del pubblico ministero Rosaria Vecchi e la condanna a due anni. Il legale dell’uomo, Tito Codagnone, ha preannunciato ricorso in appello per la sentenza. (t.d.r.)

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