Minacce per l’appalto Funzionario Enel in cella

6 Ottobre 2017

L’accusa: tentata concussione a una ditta teatina per favorire l’impresa amica

CHIETI. Una gara bandita dall’Enel in cinque lotti e un funzionario della stessa Enel, ora licenziato, che tenta di agevolare una ditta teramana a discapito di un’azienda teatina, che se l’era aggiudicata regolarmente. Intervengono, però, i carabinieri e il funzionario Enel, Luciano Salusest, romano di 61 anni, finisce in carcere per ordine del giudice per le indagini preliminari del tribunale teatino Luca De Ninis.
L’inchiesta nasce a febbraio scorso. A portarla avanti sono i carabinieri del Nucleo investigativo comandati del maggiore Marcello D’Alesio. Viene così fuori che il dipendente infedele minacciava la ditta teatina affinché rinunciasse ad uno dei cinque lotti che si era aggiudicato nella gara, al fine di favorire l’altra ditta. La minaccia era quella di annullare la gara e dunque l’appalto. I lavori riguardavano lo smaltimento di rifiuti speciali di Enel (dalle linee elettriche, ai pali e ai contatori) e riguardava diverse regioni del centro sud Italia, tra cui l’Abruzzo. Il lotto al quale si chiedeva di rinunciare era il primo, riguardava le regioni della Puglia e della Basilicata. La ditta teramana aveva già vinto un appalto per lo smaltimento di rifiuti speciali di Enel e probabilmente sperava in una proroga. Che però non è arrivata. Cosicché un giorno Salusest si presenta alla ditta teatina dicendo che c’era stato «un errore» e che almeno il primo lotto doveva andare alla ditta teramana. Ma l’azienda teatina non si è lasciata intimorire ed è andata avanti per la propria strada. Nonostante fossero poi arrivate le minacce di veder saltare l’intero appalto.
Il tutto è successo prima che si concludesse di fatto la procedura di gara, turbando quindi la regolarità della stessa gara pubblica. Salusest è infatti accusato dei reati di tentata concussione e turbativa d’asta.
Infine tutto quanto è avvenuto alla spalle di Enel. L’azienda, cioè, non sapeva nulla di quanto faceva il proprio funzionario che, all’epoca dei fatti, era responsabile per gli acquisti locali, e risulta infatti del tutto estranea alla vicenda. Enel a sua volta, dicono i carabinieri, aveva anche segnalato il comportamento del funzionario per alcune irregolarità. I carabinieri riferiscono inoltre di un atteggiamento molto collaborativo dell’azienda nel corso dell’indagine. Enel, d’altronde, ha licenziato Salusest. La procedura di licenziamento è ancora in atto e sembrerebbe che il dipendente abbia anche fatto ricorso contro il licenziamento. La sua posizione, dunque, è ancora in fase di stallo, anche se l’operazione dei carabinieri sfociata nell’arresto taglia con ogni probabilità le gambe al ricorso di Salusest e rafforza la posizione di Enel.
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