Minaccia di morte la psicologa della figlia

31 Agosto 2017

Gli impediscono di vedere la ragazzina perché c’è il sospetto che abusi di lei Così inizia a perseguitare il personale della struttura dove la minore è ospitata

VASTO. Sospettato di abusi sessuali nei confronti della figlia, ha minacciato di morte e ripetutamente la psicologa della ragazzina che, in osservanza delle disposizioni del tribunale, gli vietava ogni contatto con la figlia. Ora l’uomo, un 50enne di Vasto (l’identità viene taciuta per tutelare la figlia), è in carcere con l’accusa di atti persecutori aggravati. L’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Gip è stata eseguita degli uomini della Squadra Anticrimine del commissariato di Vasto. «La misura cautelare è stata disposta a seguito alle reiterate minacce poste in essere dall’uomo nei confronti di tutto il personale in servizio presso la Casa d’accoglienza per minori di una località abruzzese, dove da qualche anno è ospitata la figlia», spiega il dirigente del commissariato Fabio Capaldo.
Nel mese di luglio la psicologa, dopo aver raccolto le confidenze della ragazza, aveva segnalato alla Procura di competenza i sospetti abusi sessuali commessi dall’uomo sulla figlia, fin da quando era piccola. Dopo gli accertamenti il tribunale ha ritenuto di bloccare ogni contatto tra la ragazzina e il padre, scatenando la furia di quest’ultimo. L’uomo ha cominciato a minacciare il personale della Casa d’accoglienza e in particolare la psicologa, ritenuta responsabile di aver indotto la figlia a denunciare gli episodi di violenza. Il 50enne ha cominciato a fare decine di telefonate alla struttura urlando e indirizzando minacce a chiunque rispondeva. Il personale ha interrotto i colloqui anche per non spaventare la ragazza, già provata dal passato e in preda a frequenti attacchi d’ansia. Le minacce dell’uomo, però, sono aumentate.
«È arrivato a seguire la psicologa e a minacciarla di morte. Le ha promesso che avrebbe sparato in bocca a lei e ai suoi figli», aggiunge Capaldo. Non solo. La professionista ha subito vere e proprie forme di persecuzione, che hanno inevitabilmente limitato la sua libertà. Davanti ad una situazione non più sostenibile, la psicologa ha denunciato tutto alla polizia. In seguito agli accertamenti e alle informazioni ricevute dal personale della Casa d’accoglienza il Gip, su richiesta della Procura di Vasto, vista la pericolosità sociale dell’uomo, ha disposto per lui la custodia cautelare in carcere. Il padre violento è rinchiuso a Torre Sinello, in attesa della disposizioni dell’autorità giudiziaria. (p.c.)
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