Minaccia di uccidersi, salvato

5 Settembre 2020

Gesto disperato di un 36enne dopo una discussione in famiglia

ALTINO . Minaccia di lanciarsi dal secondo piano della propria abitazione dopo un litigio con i familiari, ma alla fine i soccorritori lo convincono a non farlo. La notte scorsa un operaio di 36 anni ha tenuto per ore con il fiato sospeso parenti e forze dell’ordine, dopo aver scavalcato la ringhiera del bancone e minacciato di buttarsi giù.
È iniziato tutto prima delle 23 di giovedì sera nella zona di via San Pietro, ad Altino paese, quando l'uomo ha discusso con i propri familiari, che abitano al piano sotto il suo. Quindi è rientrato nella propria abitazione, si è chiuso dentro ed ha iniziato ad urlare minacciando di lanciarsi di sotto. Una minaccia concreta visto che ha scavalcato la ringhiera del balcone, al secondo piano, sporgendosi in modo preoccupante nel vuoto. Ben presto in paese sono arrivate diverse pattuglie dei carabinieri, dalla stazione di Casoli, da Torricella Peligna e una del Nucleo operativo e radiomobile di Lanciano, oltre all’ambulanza del 118, nel tentativo di far desistere il 36enne dal suo intento. Ma questi inizialmente non ne voleva sapere di scendere. Sul posto è stato richiesto anche l’intervento dei vigili del fuoco, prima solo dal distaccamento di Casoli, poi sono stati fatti arrivare anche l’autoscala dal comando provinciale di Chieti e un gonfiabile da Pescara. L’opera di dissuasione è andata avanti fino a tarda notte. Sul posto è intervenuto anche il sindaco del paese, Vincenzo Muratelli, che ha provato a parlare con il giovane.
Dopo vari tentativi di farlo ragionare, intorno all’1.10 l’operaio ha deciso finalmente di mettersi al sicuro sul balcone e di aprire il portone di casa, permettendo al personale sanitario di prestargli le prime cure e di trasportarlo all’ospedale di Lanciano. Alla base del gesto ci sarebbero problemi familiari. (s.so.)