Minacciata e picchiata, incubo durato due anni

Un 46enne di Guardiagrele si ubriaca e aggredisce la convivente in casa Dopo l’ennesima lite lei lo denuncia e ora scatta il divieto di avvicinamento
CHIETI. Rientrava a casa ubriaco e per la convivente erano botte, insulti e violenza sessuale. Fino a quando lei, ad aprile scorso, si è decisa a denunciare l’uomo. Procura, tribunale e questura teatina si sono mossi in fretta a tutela della donna. Su richiesta del sostituto procuratore Marika Ponziani, il giudice per le indagini preliminari Andrea Di Berardino ha firmato l’ordinanza che impone all’uomo, R.F., 46enne di Guardiagrele, pregiudicato e senza un lavoro stabile, l’allontanamento dalla casa familiare e il divieto di avvicinamento alla ex compagna, ai luoghi in cui lei lavora e ai familiari di lei. Ad eseguire la misura cautelare sono stati gli agenti della squadra mobile, comandati dal commissario Nicoletta Giuliante.
L’attività di indagine è stata condotta dalla sezione della squadra mobile specializzata per i reati contro la persona, in particolare quelli commessi a danno di minori e quelli di genere, e ha permesso di ricostruire che gli episodi di vessazione, maltrattamenti e violenze, sia verbali che fisiche, venivano perpetrati da oltre due anni, da quando la donna, residente in un’altra regione, aveva deciso di trasferirsi in provincia di Chieti per convivere con il 46enne. A lui lo accomunava l’amore per i cavalli, che la coppia iniziò ad allevare in un piccolo maneggio. Quegli stessi cavalli uccisi a sprangate dall’uomo solo per ferire lei.
Una convivenza partita nel 2018 ma già degenerata appena un anno dopo. L’uomo, pregiudicato per reati contro il patrimonio e la persona, già sottoposto nel 2013 ad analogo provvedimento per reati commessi contro l’ex moglie e i figli, ha ben presto manifestato la propria indole violenta. La donna sopportava violenze e sopraffazioni dal 2019 allo scorso 16 aprile quando, al culmine dell’ennesima lite, è andata in questura e ha denunciato. La polizia ha poi scoperto che la donna era finita più volte al Pronto soccorso a seguito delle lesioni riportate. Sono emersi anche tutti gli altri episodi di minaccia, rivolte anche ai familiari di lei. «Aggressività» che, si legge nel provvedimento del gip, «si accompagna a una spasmodica e opprimente tendenza a impedire alla donna di essere contattata da chiunque o ad allontanarsi troppo da casa, per timore di prendere anche i redditi della compagna». La donna è stata presa in cura sia da un centro antiviolenza sia dal Centro di salute mentale.

