Minacciò moglie e amante Subito a processo il 39enne

13 Marzo 2017

Voleva usare l’acido contro le due: la Procura chiede il giudizio immediato I suoi difensori pronti a patteggiare. L’uomo, di Treglio, è ora ai domiciliari

LANCIANO. Va subito a processo il 39enne di Treglio accusato di maltrattamenti in famiglia, violazione degli obblighi di assistenza familiare e atti persecutori nei confronti dell’ex moglie e della ex compagna. La Procura ha chiuso le indagini e chiesto il processo con rito immediato per L.D.F. (le iniziali sono per tutelare i figli minori). L’uomo, intanto, ha lasciato il carcere di Villa Stanazzo: il tribunale del riesame dell’Aquila ha accolto la richiesta dei legali, Cristiana Di Cecco e Luigi Fattore, e concesso gli arresti domiciliari. «Ci è stata notificata la chiusura delle indagini e la richiesta del processo, fissato al 28 marzo», confermano gli avvocati, «abbiamo presentato la richiesta di patteggiamento e, in subordine, il giudizio abbreviato. Il nostro assistito ha risposto alle accuse anche in sede di interrogatorio di garanzia senza negare che il rapporto con la ex moglie fosse burrascoso. Ma lo era diventato solo nell’ultimo periodo, perché lei non voleva fargli vedere i figli». L.D.F. aveva fatto sapere anche di aspettare dalla ex il quarto figlio, a dimostrazione che il legame tra i due persisteva. Ma le accuse sono pesanti, tali da portare all’arresto dell’uomo. Le indagini, condotte dai carabinieri delle stazioni di San Vito e Lanciano, coordinati dal procuratore Rosaria Vecchi, erano partite dalla denuncia della moglie del 39enne. Avrebbero svelato sei anni di maltrattamenti, umiliazioni e spesso anche di botte.

Pare che l’uomo avesse fatto mancare i mezzi di sussistenza alla moglie e ai tre figli dopo la separazione e dopo essere andato a vivere con l’amante. Ma le accuse riguardano anche la nuova convivente: da agosto 2016 a gennaio 2017, infatti, L.D.F. avrebbe perseguitato sia la ex moglie che l’amante, la quale nel frattempo lo aveva lasciato. Avrebbe minacciato di morte entrambe, di usare contro di loro l’acido, particolare che aveva spinto il gip Massimo Canosa ad emettere la misura cautelare. «Era necessario fermare l’escalation criminosa dell’uomo», sottolineava la Procura al momento dell’arresto, «che, ormai in pieno delirio per essere stato respinto da entrambe le donne, minacciava di continuo di morte entrambe paventando anche l’uso dell’acido». Ora l’uomo è ai domiciliari, in una casa in un comune diverso da quello della ex moglie e della ex compagna.

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