Minore ricattata, i due restano in carcere

10 Giugno 2018

Ricorso dei difensori: «Le esigenze cautelari non ci sono più e il reato non potrebbe essere ripetuto»

VASTO. L'ordinanza di concessione degli arresti domiciliari ai due giovani accusati di violenza sessuale aggravata e di gruppo, oltre che pornografia minorile e riduzione in schiavitù di una sedicenne di Vasto, non è arrivata. I due studenti restano nell’istituto penale per minori di Casal del Marmo, a Roma. L’ex fidanzatino della vittima è in isolamento. «Non sta affatto bene», dicono i suoi difensori, gli avvocati Antonello e Giovanni Cerella. I legali oltre al ricorso al Riesame hanno quindi deciso di presentare un ricorso anche contro l’ordinanza di custodia cautelare emesso dal gip dell’Aquila, Cecilia Angrisano, su richiesta del Procuratore del tribunale per i minorenni, Roberto Polella. «Non ci sono più le esigenze cautelari per tenere il nostro assistito a Casal del Marmo. Né potrebbe reiterare il reato», affermano i difensori, invocando i domiciliari. Domani sarà una giornata importante per le sorti del ragazzo e dell’amico arrestato con lui.
Intanto cresce il faldone dei carabinieri sulla vicenda. I militari hanno ascoltato centinaia di testimonianze: compagni di scuola, amici, conoscenti degli arrestati ma anche di altri 5 giovani che al momento non risultano indagati ma sui quali gli investigatori hanno appuntato l’attenzione. Ad aiutarli potrebbero essere anche le foto e i filmati. Pare che qualcuno fra loro abbia compiuto la maggiore età. Se così fosse i carabinieri dovranno accertarsi se nel periodo in cui assistevano agli abusi erano già maggiorenni. In quel caso la competenza per loro passerebbe alla Procura di Vasto. Il condizionale è d’obbligo dal momento che le indiscrezioni non vengono confermate dai carabinieri. Il maggiore Amedeo Consales, comandante della Compagnia di Vasto, continua a coordinare le indagini insieme ai suoi uomini in attesa di ulteriori riscontri sulla vicenda. Il tutto nel riserbo totale anche per tutelare la vittima dalla curiosità morbosa che si è scatenata in città. «È una ragazza che ha pagato già tanto», dice l’avvocato della giovane, Fiorenzo Cieri, «e ora merita serenità». (p.c.)
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