«Mio figlio iscritto? Nulla di ufficiale»

25 Marzo 2017

La delusione della madre del bimbo autistico dopo gli annunci

LANCIANO. «Ho appreso che mio figlio è iscritto alla scuola media D’Annunzio dai giornali. Non una comunicazione ufficiale dal sindaco Pupillo, che nemmeno sarebbe deputato a farlo, ma dalla dirigente dell’ufficio scolastico provinciale. Non ho documenti che attestano l’avvenuta iscrizione in una scuola che, per giunta, volevo cambiare». È sorpresa Rita M., mamma di A.A,. affetto da una forma di autismo che nei giorni scorsi è stato al centro della cronaca nazionale perché sarebbe stata rifiutata la sua iscrizione in prima media da tre scuole cittadine. È sorpresa di sapere che ora suo figlio una scuola ce l’ha, perché a lei nessuno lo ha comunicato. L’ha saputo dopo la conferenza in cui il sindaco Mario Pupillo, l’assessore Giacinto Verna e Clara Evangelista docente a supporto dell’ufficio scolastico provinciale di Chieti, annunciavano sorridenti l’epilogo positivo della vicenda, con l’iscrizione del bimbo alla D’Annunzio. «Scuola che volevo cambiare», precisa la donna, «per diversi motivi. A quella conferenza è stato più volte rimarcato che ero assente, come a dire che ero in torto e quindi non mi presentavo. Peccato che non è stato detto che ho avvisato l’assessore Verna che non sarei andata visto che la sera prima, il lunedì, avevo sporto denuncia in polizia per quanto avvenuto. Un fatto che da mamma mi ha spezzato il cuore, perché dire al proprio figlio che ci sono problemi per farlo accettare a scuola non è bello». Assieme all’avvocato Nicla D’Angelo la donna ha denunciato per omissioni in atti d’ufficio e abuso d’ufficio i dirigenti della Mazzini e della D’Annunzio. Non c’è il preside Mario Gaeta del don Milani, la prima scuola a cui si era rivolta, perché la donna ha capito che 8 bambini disabili in una scuola piccola sono tanti, e perché comunque il preside le aveva dato la possibilità di iscrivere il bimbo nel plesso di Frisa. Dopo il don Milani la donna è andata alla Mazzini, e non, come detto dal sindaco, nel giorno dell’open day. «Sono andata alla segreteria della scuola a fine febbraio per l’iscrizione», precisa Rita, «ho lasciato i documenti attestanti l’invalidità di mio figlio, dati e recapito telefonico. Due giorni dopo mi ha richiamato la segreteria dicendo che la preside aveva detto che non era possibile fare l’iscrizione: c’erano già troppi bimbi diversamente abili». Dopo aver ripreso i documenti la donna ha provato alla D’Annunzio, ma on line non ci è riuscita, così ha fissato un appuntamento con la segreteria per il 9 marzo per farla di persona. «Ma il 9 marzo», aggiunge, «mi hanno detto che non potevo più iscrivere mio figlio perché erano scaduti i termini. Poi, magicamente, in questo corto circuito emotivo-informativo, mio figlio viene iscritto senza che io abbia un documento che lo attesti. Sono passata per scema, un’incapace. Ho detto basta e ho denunciato tutto». «Denuncia in cui si possono ravvisare i reati di omissione e abuso d’ufficio verso i dirigenti» spiega l’avvocato D’Angelo, «perché le scuole dell’obbligo devono prendere le iscrizioni, devono motivare per iscritto eventuali rifiuti, i criteri seguiti per dire che non c’è posto. Qui non ci sono provvedimenti motivati». Le carte ora sono in Procura.