Miopia, ecco la tecnica del laser: «Così curiamo i nostri pazienti»

5 Gennaio 2023

CHIETI . Il professor Leonardo Mastropasqua, direttore del centro nazionale di Alta tecnologia per l’Oftalmologia dell’università di Chieti-Pescara, è stato protagonista della rubrica di medicina e...

CHIETI . Il professor Leonardo Mastropasqua, direttore del centro nazionale di Alta tecnologia per l’Oftalmologia dell’università di Chieti-Pescara, è stato protagonista della rubrica di medicina e salute del Tg5. Nell’edizione delle ore 13 di ieri Mastropasqua ha risposto alle domande del giornalista e divulgatore scientifico Luciano Onder sulla correzione dei cosiddetti “vizi di refrazione”.
Dalla miopia all’astigmatismo, passando per l’ipermetropia e la presbiopia, Onder ha chiesto al professor quali sono i mezzi a disposizione per la loro cura.
«Solitamente oggi questi difetti si possono correggere con gli occhiali, ci sono le lenti a contatto e poi ci viene incontro la chirurgia, in particolare quella laser», ha detto Mastropasqua sulle reti Mediaset nel corso della rubrica di approfondimento del telegiornale nazionale. «La tecnologia laser serve per andare a fare il reshaping della cornea», ha aggiunto evidenziando che esistono due tipi di laser. «Oggi il femtolaser è il migliore in senso assoluto», ha spiegato il direttore del centro nazionale di Alta tecnologia per l’Oftalmologia dell’università d’Annunzio di Chieti-Pescara. Una tecnica detta “smile”, termine inglese che indica un sorriso: «Un laser gestito da un robot che fa dei tagli precisissimi». Attraverso questo intervento vengono tolti fino a dieci e oltre diottrie di miopia e cinque di astigmatismo in 5-10 secondi. È indolore durante e dopo l’intervento, «consente un recupero velocissimo sotto il profilo visivo e anche sotto l’aspetto della vita». Quindi il professor fa un esempio concreto per rendere meglio l’idea: «Un atleta che fa sport da contatto, in pratica, può essere operato e il giorno dopo entrare in campo».
Mastropasqua si conferma un’eccellenza della medicina, tanto che lo scorso novembre gli è stato conferito il titolo di commendatore. Nel ricevere il riconoscimento dall’ex prefetto di Chieti, Armando Forgione, il professor aveva evidenziato come abbia fatto «solo il mio dovere, che è quello di curare la gente. Con i miei assistenti e allievi, abbiamo creato un centro di alta tecnologia nazionale». E aveva concluso: «Abbiamo il 60 per cento di gente da fuori che viene operata Chieti». (a.s.)
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