Mirò, adesso riparte il progetto Lite sulla sanatoria per i negozi

19 Febbraio 2022

Dopo due bocciature, il Comitato Via sospende la decisione sui permessi postumi e chiede nuovi atti Febbo: «La Regione segue la legge, ma l’ambiente va tutelato». Marcozzi: «Un caso incredibile»

CHIETI. Dopo due bocciature consecutive, la terza sembrava scontata e invece non è arrivata. Il comitato di coordinamento per la Valutazione di impatto ambientale ha sospeso la decisione sulla richiesta di Via postuma avanzata dalla ditta bergamasca Sile, che vuole realizzare il parco commerciale Mirò ai confini del Megalò. Sile aveva chiesto la possibilità di ottenere una Via postuma, vale a dire autorizzazioni a posteriori, una sorta di sanatoria per i manufatti realizzati a Santa Filomena e poi bloccati in seguito a ricorsi al Tar. A ottobre il Via aveva giudicato la richiesta come irricevibile; lo stesso risultato c’era stato a luglio. La motivazione dello stop del comitato stava nel fatto che le autorizzazioni ottenute per la realizzazione dell’intervento a pochi metri dal fiume Pescara sarebbero scadute. «Il comitato Via», si legge nel dispositivo della decisione, «assegna alla Sile Costruzioni il termine di 15 giorni dalla pubblicazione del presente verbale per integrare la documentazione presentata dalla ditta, in data 28 settembre 2021».
Qualcuno ha letto in questa richiesta di documentazione integrativa una possibilità di rimettere in moto la costruzione dei nuovi negozi a un passo dal fiume, possibilità che ha visto la contrarietà di associazioni ambientaliste e del commercio. A partecipare alla battaglia è stato anche il capogruppo regionale di FI Mauro Febbo, che però riguardo alla decisione del Via resta cauto: «Il comitato Via», dice, «nel dare seguito agli adempimenti connessi all’esecuzione dell’ordinanza del Tar del 2021, nella legittimità del ricorso che investe le parti, pubblica e privata, ha coerentemente disposto alla ditta, in questa auspicata ultima fase procedimentale, l’assegnazione di un congruo termine utile alla presentazione di ulteriore documentazione, così come disciplinato dal testo unico ambientale e dalle delibere di giunta regionale, al fine di potere procedere nel seguito alla verifica documentale con giudizio di merito, inquadrato nell’alveo di valutazioni oggettive disciplinate dalla legge e che hanno guidato e caratterizzato nel recente passato, l’operato dei vari organi regionali coinvolti, a tutela della salvaguardia ambientale e della difesa del suolo».
Per il Forum H2O, la riforma del testo unico ambientale cui fa riferimento Febbo, è «scellerata» consentendo «le sanatorie a posteriori con multe ridicole». Il Forum lancia l’allarme: «Queste procedure piuttosto surreali possono sempre concludersi in teoria con il rigetto, ma aprono un’autostrada a interventi che mettono tutti davanti al fatto compiuto. Ora la Sile avrà 15 giorni per integrare la documentazione e l’iter ripartirà con le osservazioni del pubblico».
Interviene anche la capogruppo regionale del M5S Sara Marcozzi che giudica «incredibile che a distanza di anni, di battaglie portate avanti insieme ai cittadini e di pronunciamenti vari che hanno già bocciato l’opera, il parco commerciale Mirò, sia ancora al centro dei ricorsi. Il comitato di Via ha concesso alla Sile la possibilità di avviare la procedura la valutazione di impatto ambientale a opere in parte realizzate».