Mirò, il M5S si schiera: «Il progetto va bloccato»

13 Ottobre 2021

CHIETI . «Non riparta adesso un progetto già bocciato anni fa». È il commento della consigliera regionale M5S, Sara Marcozzi, alla notizia di una nuova richiesta di autorizzazioni alla Regione da...

CHIETI . «Non riparta adesso un progetto già bocciato anni fa». È il commento della consigliera regionale M5S, Sara Marcozzi, alla notizia di una nuova richiesta di autorizzazioni alla Regione da parte della ditta che vuole realizzare il parco commerciale Mirò, nei pressi del Megalò. «Desta stupore la notizia del nuovo tentativo della società di costruzioni Sile», dice il capogruppo dei 5 Stelle in Regione, «di attivare le procedure per la costruzione del parco commerciale Mirò, che interessa i territori di Chieti e Cepagatti. Non sono bastati a quanto pare i provvedimenti e le sentenze dei tribunali per fermare un’opera contro la quale il Movimento 5 Stelle si batte da anni, a tutela degli imprenditori locali e delle ricadute ambientali che tale progetto avrebbe sul territorio».
Il comitato regionale per la valutazione dell’impatto ambientale analizzerà giovedì prossimo la richiesta della Sile, la società di costruzioni bergamasca di Massimo Locatelli, proprietaria del terreno tra Chieti e Cepagatti nei pressi del fiume Pescara. «Più volte», continua Marcozzi, «abbiamo ribadito come le opere messe in campo nelle aree in questione stravolgano completamente l’assetto idrogeologico dell’area. Basti pensare che in caso di precipitazioni copiose le aree sarebbero a rischio allagamento così come, a causa degli argini costruiti per proteggere le nuove costruzioni dallo straripamento del fiume Pescara, potrebbero verificarsi l’allagamento delle strade e delle aree al di fuori del centro commerciale. Il tutto senza dimenticare gli ingenti danni che l’apertura di un nuovo centro commerciale provocherebbe ai piccoli esercizi, da ultimo già gravemente provati dalla pandemia».
A luglio scorso il comitato Via aveva già bocciato la richiesta di autorizzazione postuma, una sorta di sanatoria, ribadendo che i permessi per la costruzione del complesso commerciale erano scaduti. «Mi auguro che dal Comitato regionale per la valutazione dell'impatto ambientale», conclude Marcozzi, «non arrivino brutte sorprese. La via maestra da seguire, arrivati a questo punto, è quella della demolizione delle strutture iniziate e mai portate a termine». (a.i.)
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