Mitra e versi violenti: indagini su un video

31 Luglio 2022

Accertamenti della Digos su una clip realizzata in via Tinari, ma le armi sarebbero dei giocattoli

LANCIANO. Un videoclip con armi finte e versi che inneggiano a lusso e violenza, girato da un 26enne lancianese, fa scattare gli accertamenti della Digos di Chieti. Si chiama “Tinari Armata” la clip che in meno di 48 ore ha totalizzato alcune migliaia di visualizzazioni sulla piattaforma Youtube e che è stato diffuso anche da un sito web di notizie locale. Da ieri mattina non è più possibile visualizzarlo, poiché è stato rimosso.
A far scattare l'intervento dei poliziotti della divisione speciale della questura teatina sono state le immagini di mitragliatrici, anche se palesemente armi giocattolo, unite a versi come “mitraglia se passi a Tinari”, “facciamo un massacro”. Teatro del videoclip è appunto via Tinari, strada a scorrimento veloce finora nota più per i problemi di traffico e la vicinanza con i centri commerciali, trasformata nella fantasia del video in una sorta di “Scampia” frentana.
Il videoclip ha scatenato molti commenti social: per qualcuno è «un semplice video musicale girato da bravi ragazzi»; per altri, invece, inneggia all'odio e alla violenza. «Fanno i duri senza riuscirci», commenta qualcun altro che, fin da subito, non ci ha visto nulla di pericoloso.
La Digos però non ha voluto lasciare nulla di intentato: sono stati controllati i luoghi di via Tinari dove è stato girato il video e sentito il suo giovane autore che si firma Mgf. Del resto risale appena a un anno fa l'arresto in città, da parte della polizia di Lanciano e della Digos di Chieti, di un operaio che fabbricava in casa armi rudimentali e congegni esplodenti, realizzando video tutorial su come prepararli per i numerosi utenti del web che lo seguivano.
«Scambiare un video di aggregazione, di orgoglio per le proprie origini, di "rivalsa" sulla propria strada (via Tinari), a tratti se vogliamo trash, ma niente di più», scrive in risposta ai commenti critici uno dei ragazzi che ha fatto parte della clip, «per un video da evitare come se inneggiasse davvero alla violenza, è quanto di più ridicolo si potesse fare». (s.so.)
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