Mobilitazione per il San Camillo

12 Aprile 2015

Il Comitato: anche gli operai della Val di Sangro con noi a L’Aquila

ATESSA. «Atessa deve chiedere a gran voce alla Regione la revoca del provvedimento di chiusura dei reparti, ordinati dal manager Asl Franceso Zavattaro ma ispirati dall’assessore regionale Silvio Paolucci e costringere la giunta regionale a sedersi attorno a un tavolo e spiegarci secondo quali indicazioni deve chiudere l’ospedale di Atessa e soprattutto concordare con il territorio il futuro del nostro ospedale». Chiama alla mobilitazione popolare il Comitato spontaneo in difesa dell’ospedale e promette che martedì prossimo a L’Aquila, quando si discuteranno le sorti del San Camillo, gli atessani dovranno essere almeno trecento perché: «Il procedimento di chiusura dell’ospedale non è irreversibile».

Martedì si discuterà a L'Aquila una risoluzione presentata da tre consiglieri regionali, Mario Olivieri, Andrea Gerosolimo (entrambi di Abruzzo Civico) e Alessio Monaco (Abruzzo Facile), per far sospendere immediatamente la chiusura del blocco operatorio che, di fatto, fa retrocedere l’ospedale di Atessa una casa di riposo. L’iniziativa c’è stata grazie a un documento votato all’unanimità del consiglio comunale di Atessa che eccezionalmente si è tenuto nel piazzale dell’Emiciclo a L’Aquila.

«Il cambiamento è soprattutto nell’approccio condiviso ai problemi non nei proclami dell’assessore: per questo chiamiamo», afferma in una nota il Comitato, «tutto il territorio alla mobilitazione; per dimostrare che l’ospedale è vivo e può avere un futuro. Per martedì saranno messi a disposizione dall’amministrazione comunale autobus gratuiti per raggiungere L’Aquila e assistere in massa al consiglio decisivo per le sorti del nostro ospedale. Inoltre invitiamo le aziende della Val di Sangro a concedere permessi per l’intera giornata ai lavoratori che volessero venire a L’Aquila».

Matteo Del Nobile

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