Moglie picchiata e pedinata A processo marito violento
CHIETI. «Era un rapporto malato». Così una donna di 40 anni, vittima di maltrattamenti, ha definito la storia con il marito. Lo ha fatto in un’aula del tribunale di Chieti, davanti al giudice Chiara...
CHIETI. «Era un rapporto malato». Così una donna di 40 anni, vittima di maltrattamenti, ha definito la storia con il marito. Lo ha fatto in un’aula del tribunale di Chieti, davanti al giudice Chiara Di Gerio, nel corso del processo che vede imputato l’uomo, 44 anni, difeso dall’avvocato Vittorio Supino. «Il mio ex marito non mi faceva più vivere», ha raccontato la donna rispondendo alle domande del vice procuratore onorario Alissa Miscione. «Mi picchiava e ha fatto di tutto per offendermi pubblicamente. Io all’inizio non l’ho lasciato perché volevo aiutarlo a superare i suoi problemi, considerando che era in cura da uno psichiatra. A un certo punto si è messo in mente di togliermi l’affidamento delle nostre due figlie, e mi ha mandato persino carabinieri e assistenti sociali a casa. Mi seguiva sul posto di lavoro e ha sputato in faccia al mio nuovo compagno».
Nel capo d’imputazione, formulato dal sostituto procuratore Giuseppe Falasca, è sottolineato che i maltrattamenti sono avvenuti tra il settembre del 2015 e lo stesso mese dell’anno successivo «nonostante l’imputato fosse sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinarsi alla donna, applicata per analoghi episodi». Dopo un breve periodo di quiete, l’uomo «è tornato ad intimorire la coniuge facendosi trovare spesso sotto casa, pedinandola ovunque si recasse e avendo cura di farsi notare in modo da essere sempre incombente nella vita della donna». In altre parole: «Voleva indurla a tornare insieme facendole percepire che, nonostante la separazione, non fosse libera di avere una propria vita autonoma». Ora i rapporti tra gli ex coniugi sono migliorati. Prossima udienza a giugno. (g.let.)

