Molestie, incastrato da dodici testimoni

29 Marzo 2018

Quarantenne condannato: ha reso un inferno la vita della ex e del figlio. Era stato arrestato per divieto di avvicinamento

VASTO. Un anno di reclusione. È la condanna inflitta ieri pomeriggio dal giudice monocratico Italo Radoccia a G.B., 40 anni, (vengono fornite solo le iniziali per tutelare la vittima e il figlio) comparso in aula per rispondere del reato di stalking nei confronti dell’ex compagna. Per lo stesso motivo da due anni l’uomo non poteva avvicinarsi né alla donna né al loro bambino. Per la compagna l’inferno sarebbe stato lungo e doloroso. Fino a quando non ha trovato la forza di chiedere aiuto alle forze dell’ordine. A gennaio 2016 per l’imputato si sono spalancate le porte del carcere (poi i domiciliari) per violazione del divieto di avvicinamento. L’uomo, ignorando la sentenza dei giudici, aveva raggiunto nuovamente la ex.
Il giudice Radoccia nel corso del lungo e delicato processo ha ascoltato le dichiarazioni di dodici testimoni. Attraverso il loro racconto e quello della vittima è stato ricostruito un menage burrascoso e durissimo per la donna. Le dichiarazioni delle persone comparse in aula sono servite anche per meglio definire il comportamento, spesso irrazionale e persecutorio, dell’accusato.
La vicenda è solo uno dei tanti casi di presunta violenza fra le mura domestiche. Molte donne hanno paura di parlare. «Ed è quanto di più sbagliato ci sia», hanno ripetuto di recente il procuratore capo di Vasto, Giampiero Di Florio, il commissario Fabio Capaldo e Licia Zulli, responsabile dello sportello DonnAttiva, nel corso di un incontro contro la violenza sulle donne ospitato dalla sscuola superiore Palizzi.
Le forze dell’ordine periodicamente rinnovano l’invito a denunciare ogni sorta di violenza o abuso. Dello stesso avviso la Zulli, responsabile dello sportello anti violenza di Vasto. «Parlate, denunciate. Non dovete più subire. Aiutateci ad aiutarvi», ripete spesso la Zulli che con la sua equipe di avvocati, psicologi, medici e operatori, ha dato aiuto in un anni a decine di donne. Lo stesso invito è stato fatto più volte da Teresa Di Santo, responsabile dello sportello Emily attivo a Cupello.
La legge è divenuta più severa. Alle prime avvisaglie il violento può essere allontanato e diffidato a riavvicinarsi come avvenuto per Battaglia. La Procura e i giudici del tribunale di Vasto sono molto sensibili al problema. Emblematica la sentenza emessa ieri dal giudice Radoccia. Certo, non basterà la condanna dell’imputato a far dimenticare alla compagna l’inferno subito. Le ferite dell’anima sono più difficili da curare di quelle del corpo. Con l’aiuto delle persone che le vogliono bene ritroverà la serenità insieme al suo bambino.
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