Monsignor Marcianò: «Voi carabinieri ci fate sentire protetti»

I militari dell’Arma da tutto Abruzzo per la Virgo Fidelis Cattedrale stracolma e applauso per il generale Sirimarco
CHIETI. «Voi carabinieri ci fornite la certezza di sentirci protetti», dice dal pulpito di San Giustino monsignor Santo Marcianò, vescovo di tutti i cappellani militari d'Italia, che prende in prestito una frase del papa, “Gesù ha pianto”, per tracciare un’ eccezionale sintesi del lavoro e del significato dell'Arma. Monsignor Marcianò ieri mattina parla ad una cattedrale piena di carabinieri di Chieti e Pescara, ma anche di Teramo, di autorità civili e di altri corpi militari, in occasione della Virgo Fidelis, patrona e protettrice dei carabinieri.
Ha pianto Gesù quando a Parigi l'Isis ha sferrato l'attacco alla dignità umana. Ma anche la Madonna, Virgo Fidelis, ha pianto. E a Lei, il vescovo dei cappellani, chiede protezione per i carabinieri in prima linea. Cioè presenti perché, spiega il vescovo, la parola fedeltà si traduce in esserci, quindi in presenza che dà conforto e, si diceva prima, certezza di sentirsi protetti. All'elogio rivolto al bravissimo coro di Silvi Marina, “Padre Giovanni Lerario” che diretto da Franco Costantini, ha accompagnato la messa, e per il quale monsignore chiede un applauso, Marcianò aggiunge il suo sentito ringraziamento a don Giacomo e don Claudio, entrambi cappellani, quindi al generale Michele Sirimarco e a tutte le forze dell'ordine, anch'esse presenti tra il folto pubblico, che collaborano per la sicurezza del Paese. Infine dà il benvenuto ai fedeli laici, cioè i tanti cittadini non in divisa che hanno seguito la cerimonia. «La sinergia va coltivata», è il messaggio del vescovo che, nel passaggio forse più importante del suo intervento, parla di «fraternità tra le istituzioni». Questa sì che è un'arma invincibile persino per chi diffonde il terrore.
In prima fila oltre al questore Vincenzo Feltrinelli al prefetto Antonio Corona, al sindaco Umberto Di Primio, al presidente della Provincia Mario Pupillo ci sono le associazioni dei carabinieri in congedo di tutto l’Abruzzo, da San Salvo a Teramo, da Vasto a Pescara «che rappresentano la forza che ci ispira per quello che hanno fatto in passato», dice il generale Sirimarco, comandante della Legione Carabinieri Abruzzo, succeduto al generale Claudio Quarta, anche lui presente alla cerimonia. «Voglio ringraziare tutte le autorità civili e militari», continua Sirimarco, «con le quali condividiamo il lavoro in questi momenti difficili, con grande fraternità con lo spirito con il quale celebriamo la Virgo Fidelis affrontiamo i valori della vita quotidiana segnati da un sentimento di affetto». E rivolto alla gente presente Sirimarco aggiunge: «Vi ringrazio per la vostra presenza, il vostro affetto che vi restituiamo con il nostro lavoro come fecero i carabinieri a Culqualber che si sono immolati per difendere la dignità del nostro Paese».
Tra gli interventi durante la messa quello più toccante è stato quello di Jessica Cirotti, la giovane di 20 anni che ha letto la preghiera del carabiniere, figlia del maresciallo Massimo Cirotti, morto a Pescara quando Jessica aveva solo sei anni. «Con la Virgo Fidelis», chiude il generale Sirimarco, «celebriamo la giornata dell’orfano per questo abbiamo voluto che Jessica recitasse la preghiera del carabinieri». Un applauso ha preceduto l’abbraccio tra il generale e monsignor Santo Marciano che come un buon padre al figlio pone la mano rassicurante sulla testa del comandante più giovane che la Legione Abruzzo abbia mai avuto.

