Montebello, finalmente arriva lo stemma

Il Comune era l’unico dei 104 della provincia a non avere il vessillo. Sul drappo la sigla di Buonanotte
MONTEBELLO SUL SANGRO. Castello, con torre rotonda centrale, finestrata, merlata alla guelfa, il fastigio di cinque e la torre di tre; con la scritta inferiore B N: è questo lo stemma di Montebello Sul Sangro, unico paese dei 104 della provincia di Chieti a non possedere fino a pochi mesi fa un gonfalone. L’assenza del vessillo comunale era come non avere radici. «Quando invitano il Comune ai cortei e alle manifestazioni ufficiali non andiamo mai. Perché? Siamo in imbarazzo: con che cosa sfiliamo? Rimedieremmo solo una brutta figura. La fusciacca tricolore del sindaco a volte potrebbe non bastare. Con il gonfalone, invece, è tutta un’altra storia» disse al Centro nel 2011 l’ex sindaco Ciriaco Giampaolo, che tanto si è adoperato per ottenere lo stemma. La cui assenza era considerata come un’onta tanto che, persino il precedente statuto comunale all’articolo 5 recitava: “Il Comune, che ancora non dispone dello stemma e del gonfalone, s’impegna a richiedere l’apposito decreto”.
«Grazie al decreto di assegnazione del Presidente della Repubblica, ci sono stati concessi e consegnati», afferma il sindaco Nicola Di Fabrizio «uno stemma e un gonfalone, al centro dei quali è presente la torre del “Castello di Malanotte” e in esso le iniziali “B.N.” (da “Buonanotte”, nome del Comune fino al 1969, ndc). La rappresentazione grafica è stata tratta da un documento ufficiale del XIX secolo, rinvenuto presso l’archivio di Stato di Napoli. Lo stemma comunale ha riempito il vuoto nella sala consiliare della Provincia, dove sono esposti tutti gli stemmi dei 104 Comuni del Chietino». Le origini di questo paese risalgono al XII secolo. Secondo alcune storie leggendarie, alle origini, gli abitanti persero una guerra locale e le donne furono concesse al nemico vincitore come prezzo della sconfitta. Per questo motivo per gli abitanti sconfitti il paese si chiamò “Malanotte” mentre per i vincitori “Buonanotte”. Finalmente il toponimo nel 1969 è stato mutuato nell’attuale. Adesso che lo stemma è arrivato c’è da risolvere un altro annoso problema: il grave dissesto idrogeologico che fu la causa che determinò lo spopolamento del borgo antico, adagiato sul Monte Vecchio, e lo spostamento leggermente più a valle. Dalla Regione arrivano 400mila euro.
Matteo Del Nobile
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