Morì contro due alberi, nuova perizia sullo schianto

16 Dicembre 2015

Pollutri, disposte altre indagini sulla carambola che costò la vita a un operaio per stabilire se la presenza del guardrail avrebbe potuto salvare l’automobilista

POLLUTRI. Quattro anni fa, a seguito di una carambola mortale sulla provinciale San Lorenzo-Pollutri, Silvano Nicolucci, 40 anni, operaio della Sevel originario di Scerni, perse la vita. Sulle cause di quella morte è stata aperta una inchiesta. Ieri mattina l’ingegnere Lucio Bosco, di Fossacesia, il nuovo perito nominato dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Vasto, Annarosa Capuozzo, ha eseguito una perizia sulla strada. Un sopralluogo lungo e minuzioso nonostante lo stato dei luoghi in questi quattro mesi sia ormai molto diverso. Gli alberi contro cui si schiantò l’auto di Nicolucci non ci sono più.

Il posto in cui le piante si trovavano però è visibilissimo. La perizia chiesta del magistrato mira a stabilire se la presenza di un guardrail sul bordo stradale della Provinciale avrebbero potuto salvare la vita dell’automobilista. La famiglia della vittima è assistita dall’avvocato Donatella Izzi. Il perito della famiglia Nicolucci, Stefano Moretti, ritiene senza ombra di dubbio che, se ci fossero stati dei guardrail, l’auto dell’operaio non si sarebbe schiantata con tanta forza contro gli alberi. Il colpo sarebbe stato quanto meno attutito.

Un dettagliato rapporto sarà rimesso nelle mani del magistrato che, dopo aver valutato le conclusioni dell’ingegnere Bosco, stabilirà se e come procedere. La vicenda è ancora viva nella memoria di molti. Nicolucci era una persona molto conosciuta e attiva. Il giorno dell’incidente, avvenuto nel settembre 2011, l’automobilista era diretto a Pollutri. Intorno alle 13,30 perse il controllo della propria vettura, una Fiat Tipo, e dopo essere sbandato si schiantò contro due alberi. Il guidatore, sbalzato fuori dall’abitacolo, morì sul colpo. L’ambulanza del 118, partita dall’ospedale di Vasto, tornò indietro vuota.

Una prima consulenza, disposta dal giudice Capuozzo subito dopo la tragedia, diede torto al conducente. Confrontando la perizia con quella di carabinieri e polizia, il giudice ha deciso che le riflessioni della famiglia della vittima rappresentata dall’avvocato Izzi (e cioè che se ci fosse stato un guardrail l’auto non sarebbe andata dritta contro gli alberi) non erano del tutto infondate. Da qui la decisione di un nuovo sopralluogo. Fra qualche mese arriverà la decisione del giudice. ©RIPRODUZIONE RISERVATA