Morirono in galleria, il ricordo dopo 60 anni
Roccascalegna, cerimonia per gli operai vittime dell’esplosione durante i lavori per la diga di Bomba
ROCCASCALEGNA. C’era il sole quel 12 maggio del 1956 quando sei operai entrarono nella galleria Fontacciaro della costruenda diga del lago del Sangro, più conosciuto come lago di Bomba. Più scendevano più quella luce diventava fioca, fino a scomparire del tutto. Mai più avrebbero rivisto quel sole i sei operai, vittime di un’esplosione di gas grisou. Morti sul lavoro quasi dimenticati per sessanta anni, ma domani il sindaco di Roccascalegna, Domenico Giangiordano, ne riconsegna la memoria ad altri giovani. I loro nomi sono scolpiti all’ingresso della galleria: Antonio Persoglio e Vincenzo Di Giovannangelo di Roccascalegna, Agostino Cipressi di Manoppello, Domenico Di Bartolomeo di Chieti, Giovanni Mattioli di Ripa Teatina, Emilio Sparvoli di Caldarola-Macerata.
La diga venne progettata nel 1950 dietro domanda dell’Acea, che richiedeva l’utilizzo delle acque del Sangro per alimentare una centrale elettrica. I lavori iniziarono nel 1956 e terminarono nel 1962. Costruita per la derivazione idrica dalla diga, la galleria ha un diametro di 4 metri ed è lunga circa 4 chilometri. Lungo la galleria era stata trovata, nei primi giorni del maggio del 1956, una vena di gas solido (grisou) che si era formato per la presenza nella zona di acqua sulfurea. La cosa era stata segnalata ma, in attesa di provvedimenti, si continuò a lavorare e quel maledetto 12 maggio del 1956 una scintilla causò un’esplosione uccidendo sei dei sette operai al lavoro. «È doveroso ricordare il sacrificio di questi uomini che hanno trovato la morte nell’adempimento del loro dovere», afferma l’attivo sindaco Giangiordano, «cercavano nel duro lavoro in galleria la speranza di poter costruire una vita migliore per loro e per le loro famiglie. Voglio, a nome di tutti i miei concittadini, porgere un caloroso e affettuoso abbraccio a tutte le famiglie delle vittime del doloroso e tragico evento. Il tempo ci deve aiutare a far riflettere e insegnare e a non far dimenticare. I nomi dei lavoratori scomparsi nella tragedia di Fontacciaro deve essere impressa nella nostra memoria e nei nostri cuori». Domani, alle 11, sarà celebrata una messa presso la galleria di Fontacciaro cui seguirà la deposizione di una corona alla lapide che ricorda i nomi dei sei morti sul lavoro.
Matteo Del Nobile
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