Morta nell’incidente «Addio Gloria, vola più in alto che puoi»

16 Novembre 2024

In tanti alle esequie della 17enne deceduta sulla Bifernina La sorella: «Dovevamo festeggiare la tua maggiore età» 

SAN SALVO. Non si è mai pronti a lasciar andare o a perdere una persona cara. La morte è uno degli eventi critici della vita più duro da affrontare e superare. È doloroso, troppo doloroso, soprattutto quando viene a mancare un figlio che stava appena affacciandosi alla vita. Per i familiari e gli amici di Gloria Griguoli, 17 anni, la morte della ragazza è stato un dolore lancinante. Una esperienza altamente traumatica e destabilizzante. Palpabile ieri lo strazio nel corso del rito funebre celebrato alle 15 nella chiesa di San Giuseppe, a San Salvo. Il feretro della ragazza, vittima una settimana fa di un incidente stradale avvenuto sulla Bifernina, in territorio di Ripalimosani, alle porte di Campobasso, è uscito dalla casa paterna in via Bramante, dove i genitori Angela e Amedeo hanno voluto che venisse allestita la camera ardente. Il corteo funebre ha quindi raggiunto la chiesa di San Giuseppe. La bara bianca ricoperta di candide rose e fiori blu è stata portata a spalla in chiesa. Sul sagrato tantissimi giovani. Davanti alla chiesa insieme ai genitori anche Giorgia, la sorella minore di Gloria, gli scout di San Salvo e tantissimi cittadini. Presenti alle esequie sia il sindaco di San Salvo, Emanuela De Nicolis, l'assessore Carla Esposito e altri rappresentanti dell'amministrazione comunale, e il primo cittadino di Trivento , paese natale di Gloria, Luigi Pavone. Quest'ultimo ha proclamato ieri il lutto cittadino nel suo paese.
Momenti di grande commozione si sono registrati durante l’omelia del celebrante, don Raimondo Artese che indossava i paramenti viola del lutto, e ancora più quando la sorella di Gloria, Giorgia l’ha salutata dal pulpito. «Dovevamo festeggiare i tuoi 18 anni», ha detto Giorgia fra i singhiozzi, «ma la vita non te lo ha permesso. Non ti ha permesso di scrivere tutto quello che volevi. Stavi a scrivere per ore e poi buttavi tutto. Ti terrò sempre nel cuore. Ricordo tutti i nostri pianti insieme, i nostri segreti, i nostri litigi. Non potevamo stare l’una senza l’altra e ora io sono sola. Eri un punto di riferimento. Ma quel maledetto 9 novembre è finito tutto. Non volevo crederci. Fino all’ultimo ho sperato fossi viva, ma poi in quella sala ho capito. Vorrei che tu sapessi quanti mi hanno chiesto di te. Tu eri sempre pronta a difendermi e ora io devo parlare di te. È terribile. A casa tutto ricorda te. Nella tua stanza c’è ancora il tuo profumo. Mamma è distrutta e papà l’ho visto piangere per la prima volta. Un pezzo della mia anima è andato via con te. Vola più in alto che puoi», ha concluso Giorgia non riuscendo a trattenere le lacrime. Dopo di lei hanno parlato le amiche più care e Daniele Fortunato, capo scout. Poi l’ultimo saluto accompagnato dal lancio di centinaia di palloncini bianchi e azzurri, le note di un brano di Geolier e uno scrosciante applauso.
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