Morte di Barrucci, 2 medici dal gip

25 Settembre 2014

Sono imputati di omicidio colpo, l’avvocato ucciso dalla dissezione dell’aorta

CHIETI. Per la procura non diagnosticarono in tempo la dissezione aortica che, due anni fa, uccise Roberto Barrucci, noto avvocato di Chieti. Per quella morte, due medici del pronto soccorso e dell’Osservazione breve sono imputati di omicidio colposo. Ma l’udienza preliminare, che si è svolta ieri davanti al gup, Antonella Redaelli, non si è conclusa con il rinvio a giudizio. Nel corso dell’udienza si sono costituite parti civili moglie, sorella e figlie con gli avvovati Italo Colaneri, Paolo e Marco Ciammaichella e Massimo di Vito. Per l’imputata A.C., difesa dall’avvocato Vincenzo Margiotta, il gup ha disposto il rinvio dell’udienza all’11 dicembre prossimo. Per l’altro medico imputato, G.F., difeso da Giuliano Milia, il giudice ha ordinato la restituzione degli atti al pubblico ministero per omesso interrogatorio, richiesto dalla difesa, dopo la notifica dell'avviso di conclusione indagini. Era il 5 dicembre del 2012 quando Barrucci, 58 anni, muore al pronto soccorso del policlinico di Chieti. Arriva in ospedale intorno alle 3.30 con la propria auto. Già da qualche ora ha forti dolori al petto. Fa fatica a respirare. Cerca di riposare con la speranza che gli passi tutto. Ma le fitte aumentano e l’avvocato si rivolge al pronto soccorso. Il personale di turno lo visita e, stando a quanto raccontò allora un parente, dopo gli esami del caso «gli hanno detto che il problema era il cuore, ma che era tutto sotto controllo». Ora, sul capo d’imputazione, compare un lungo elenco di esami non fatti quella notte che, forse, potevano far diagnosticare la dissezione dell’aorta e salvare la vita all’avvocato teatino.