Morte Diomede Barchiesi, ora si aggravano le accuse per il giovane aggressore

All’indagato sarà contestato l’omicidio preterintenzionale, rischia fino a 18 anni. Il legale della famiglia della vittima: «Fatto di una gravità inaudita, fare chiarezza»
FOSSACESIA. Si aggrava la posizione del 18enne di Fossacesia, M.M., indagato per il pugno sferrato al volto di Diomede Barchiesi. La morte del papà 50enne modifica inevitabilmente l’imputazione per il giovane: dal reato di lesioni personali si passa a uno più grave, l’omicidio preterintenzionale (significa che non c’è la volontà di uccidere ma comunque si rischiano dai 10 ai 18 anni di carcere). All’esito degli accertamenti clinici e strumentali del collegio medico incaricato dalla Asl di Pescara, nelle prossime ore il sostituto procuratore di Lanciano, Elena Belvederesi, che coordina le indagini, rideterminerà il reato nella fattispecie più grave, disponendo l’autopsia. La perizia medico-legale servirà ad accertare con esattezza il nesso di causalità tra le lesioni iniziali e il decesso sopraggiunto.
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