San Salvo. Commerciante annegata in mare, c’è l’esposto della famiglia sui soccorsi

La ricostruzione: non ha tentato di salvare sua figlia. S’indaga sulla mancata presenza di un divieto.
L’avvocato Cerella: «Si è tuffata una assistente bagnante che non aveva neppure un salvagente»
VASTO
Un esposto in Procura da parte della famiglia per invocare la verità e chiarire se Antonella Monteferrante, la commerciante 50enne di San Salvo, annegata mercoledì mattina nel tratto di mare antistante il lido Cala del Golfo, poteva essere salvata. L’autorità marittima, inoltre, sta già verificando se il personale addetto all’assistenza è sufficiente e dotato degli strumenti atti al recupero e al trasporto a riva dei bagnanti in difficoltà.
Emerge invece con più chiarezza la dinamica. In particolare, la donna non è finita contro gli scogli nel tentativo di salvare la figlia, come erroneamente ricostruito in un primo momento.
Questa mattina il medico legale Pietro Falco esegue l’autopsia. La Procura si sta muovendo per accertare la dinamica della tragedia e soprattutto chiarire se la morte della donna poteva essere evitata o prevenuta. E anche la famiglia Monteferrante invoca chiarezza e per questo si è affidata all’avvocato Antonello Cerella per la presentazione di un esposto. Grazie alla testimonianza dell’amica di Anna, la figlia della vittima, è stato possibile ricostruire i momenti che hanno preceduto la tragedia. «Antonella Monteferrante, la figlia e l’amica della ragazza sono entrate in acqua e si sono fermate a poca distanza dalla riva», sottolinea l’avvocato Cerella, «poi Antonella ha deciso di immergersi e si è allontanata di qualche metro. Poco dopo ha cominciato ad annaspare. Anna e l’amica, che non l’avevano seguita, hanno chiesto aiuto. In mare si è tuffata una assistente bagnante che ha cercato di raggiungere Antonella, senza riuscirci. La ragazza non aveva con sé neppure un salvagente. Il salvagente le è stato lanciato da un turista, uno dei due bagnanti che ha cercato di aiutare Antonella, purtroppo senza riuscirci. La figlia non è mai stata vicina a lei. La ragazza ha assistito alla tragedia senza poter fare nulla», chiarisce l’avvocato, «Antonella Monteferrante ha continuato a chiedere aiuto per diversi minuti, fino a quando non è sparita tra le onde. Purtroppo il vortice che si era formato accanto alla scogliera frangiflutti l’ha risucchiata».
La corrente ha reso particolarmente difficoltose anche le operazioni di recupero del corpo, riportato a riva dai sommozzatori solo dopo alcune ore. Sulla tragedia stanno indagando sia i carabinieri sia il personale dell’Ufficio circondariale marittimo di Punta Penna a Vasto. I militari, oltre ad ascoltare la testimonianza dei bagnanti che hanno assistito all’accaduto, stanno effettuando una verifica dei luoghi dove la tragedia si è consumata. A poca distanza dalla scogliera risultata fatale ad Antonella Monteferrante sono presenti una boa arancione che indica la pericolosità dell’area, una bandiera rossa e un cartello che segnala il limite delle acque sicure. Manca un cartello che vieta la balneazione in quel tratto di mare. Ovvero un avviso ben evidente che allerta chi decide di tuffarsi. Eppure, nella stessa zona si sono verificate già delle tragedie. Nel punto in cui è morta Antonella Monteferrante, quando spira il libeccio o lo scirocco, si forma una corrente fortissima che genera mulinelli che spingono al largo o risucchiano il bagnante contro gli scogli. Dopo la morte di un ragazzo nel giugno 2017, la zona, all’epoca spiaggia libera, era stata interdetta alla balneazione con diverse boe galleggianti.
Anche l’assistenza ai bagnanti sarà oggetto di indagine. L’autorità marittima sta verificando se il personale addetto all’assistenza era sufficiente e dotato degli strumenti atti al recupero e al trasporto a riva dei bagnanti in difficoltà.
Il corpo di Antonella Monteferrante dovrebbe essere riconsegnato già nel pomeriggio alla famiglia, dopo che la Procura avrà concesso il nulla osta. La camera ardente sarà allestita a San Salvo, mentre i funerali si terranno domenica. Sono tantissimi in queste ore i messaggi di cordoglio indirizzati alla famiglia Monteferrante.
La 50enne gestiva un negozio di arredo bagni a San Salvo ed era molto presente nella vita cittadina. Sorella di Agostino Monteferrante, ex assessore di San Salvo e noto professionista ed imprenditore cittadino, era spesso al fianco del fratello. Una famiglia unita che, colpita da una immane disgrazia, si è stretta nel silenzio.
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