Morte in fabbrica, assolto Walter Tosto

Era accusato, insieme al responsabile della sicurezza dell’omicidio colposo del capo officina che cadde da una piattaforma
CHIETI. «Il fatto non sussiste» con questa formula più ampia ieri mattina la giudicePatrizia Medica, (momentaneamente tornata da Pescara per presenziare processi da lei già iniziati), ha assolto Walter Tosto, 75 anni, l’imprenditore teatino, proprietario della fabbrica di mega serbatoi, e Mario Santini, 33 anni di Tocco da Casauria, all’epoca dei fatti responsabile della sicurezza della Wts spa. Non hanno nessuna colpa, secondo il tribunale, della morte dell’operaio Giovanni Natale, capo officina, che l’8 settembre del 2009, aveva 43 ani, precipitò da una piattaforma, da una altezza di sette metri, si schiantò al suolo e trovò la morte.
La procura avviò le indagini per omicidio colposo sostenendo che il macchinario fosse difettoso e che Tosto, nella sua qualità di proprietario e Santini nella sua figura di responsabile della sicurezza in fabbrica, avrebbero dovuto controllare. Non una fatalità per la procura ma una omissione. La tesi è stata sostenuta ieri mattina dalla sostituto procuratore Marika Ponziani, che tuttavia ha chiesto il minimo della pena, «Avendo Walter Tosto anche provveduto al risarcimento dei danni» in favore dei genitori di Natale. Tosto era accusato anche di violazione delle norme sulla sicurezza, contravvenzione per la quale la stessa pm ha riconosciuto la prescrizione.
Gli avvocati Marco Femminella per Walter Tosto e Marco Spagnuolo per Santini, sono riusciti a convincere il tribunale che Natale morì per un atto di generosità. Quel giorno gli era stato segnalato che la piattaforma, che serve per caricare il personale, non funzionava bene, per un difetto di fabbricazione, vizio che venne accertato durante le indagini. A quel punto il capofficina avrebbe dovuto fermare la macchina, chiamare la manutenzione affinché provvedesse a riparare il danno, invece disse che avrebbe provveduto lui a rimettere a posto un braccio difettoso di quella maledetta piattaforma. E così fu.
«Ma quel gesto di generosità gli fu fatale», commenta l’avvocato Femminella. Una sentenza naturalmente accolta con soddisfazione dalla difesa, se fosse stato il contrario gli imputati sarebbero stati condannati per «responsabilità oggettiva», ovvero solo per il fatto di essere proprietario della fabbrica e responsabile della sicurezza. Senza alcun nesso di causalità tra il loro comportamento e la tragedia. «Del resto Walter Tosto», dice Femminella, «diede dei soldi ai genitori di Natale nella immediatezza del fatto, come gesto di liberalità». Gli operai fecero una colletta per aiutare i genitori e Walter Tosto verso il doppio di quanto avevano raccolto fino ad arrivare a 100mila euro.

