Morto a 15 anni, il racconto della maestra: «Stava giocando e parlava, poi si è accasciato a terra»

Parla Alessia Camplone di Sgt Sport: «Un ragazzo sano e sportivo. Lo chiamavamo “il pittore” perché in campo era bravissimo, sapeva fare tutto ed era solare con tutti»
SAN GIOVANNI TEATINO. Quella frase che si dice da ragazzini, ma che in fondo solo chi impugna una racchetta e si sporca le scarpe di terra rossa conosce davvero: «Lui avrebbe fatto di tutto per il tennis. Diceva che sarebbe morto per il tennis». Il racconto commosso di Alessia Camplone, una delle insegnanti di tennis nell’impianto sportivo di San Giovanni Teatino, dove quel ragazzino sognatore lo ha visto crescere giorno dopo giorno, tra allenamenti, sacrifici e sorrisi. Ma i sogni di Luigi Santarelli, 15 anni di Francavilla, se ne sono andati via come un soffio di vento ieri pomeriggio, dopo 50 interminabili minuti di massaggio cardiaco e una corsa, purtroppo vana, al Pronto soccorso di Pescara.
Come segno di vicinanza alla famiglia, oggi e domani i campi da tennis della Cittadella dello Sport resteranno chiusi al pubblico. Nessun allenamento, nessun tiro di palla. Il silenzio nel giorno del dolore per Luigi, oramai di casa in quella struttura sportiva. Sui social della società Sgt Sport, che gestisce i campi da tennis a San Giovanni Teatino, ieri sera un fiocco nero in segno di lutto e dolore per la scomparsa di Luigi. «Lo chiamavamo il pittore perché in campo era bravissimo, sapeva fare tutto. Un ragazzo buono, un talento vero». Avvicinato al campo da tennis fin da piccolissimo, Luigi non aveva mai lasciato la sua racchetta, compagna inseparabile di crescita e di sogni. «Non saltava mai un allenamento, aveva giocato anche con la febbre».
Sempre al suo fianco i genitori, papà e mamma, che come da prassi avevano fornito alla società sportiva tutta la certificazione medica necessaria per gli allenamenti. «Era un ragazzo molto sportivo, in salute, non c’era assolutamente alcun sospetto», dice l’insegnante, «sempre sorridente, con quella voglia incredibile di scendere in campo e allenarsi con i compagni. Rideva sempre, scherzava tantissimo». E così anche ieri pomeriggio, quando Luigi è crollato a terra: «Lui parlava e rideva con tutti, poi improvvisamente è caduto a terra tra i compagni».
Poi la macchina dei soccorsi con il defibrillatore già presente in struttura usato subito, i medici e gli infermieri rianimatori e quei lunghi 50 minuti di tentativi disperati e la folla attorno al 15enne steso a terra. «Sono corsi tutti accanto a lui, in quel momento c’era un maestro in campo», dice Alessia, commossa, ricordando a quel piccolo angelo con la sua racchetta, la pallina gialla e quel sogno custodito nel cassetto.
@RIPRODUZIONE RISERVATA

