Morto a 19 anni, forse il corpo sarà riesumato
La procura dispone altri accertamenti sul caso di Christian Cerbone, stroncato da un malore in campo
VASTO. Christian Cerbone, 19 anni, morto per un malore avuto durante una partita di calcio, poteva essere salvato? A stabilirlo sarà una nuova consulenza, disposta dalla procura, che comincerà il prossimo 20 febbraio e sarà fatta in contraddittorio con altri periti nominati della difesa degli indagati e con i consulenti delle parti civili. I risultati saranno depositati fra 90 giorni.
I consulenti della procura, il professore Francesco Introna, ordinario di Medicina legale all'università di Bari e il cardiopatologo Andrea Marzullo del Dipartimento dell'emergenza e dei trapianti dell'università Aldo Moro del capoluogo pugliese, potrebbero richiedere anche la riesumazione del cadavere del giovane. È quanto è stato stabilito ieri mattina in tribunale alla presenza dei difensori di sette medici indagati, gli avvocati Arnaldo Tascione, Francesco Tascione, Federico Squartecchi, Antonello Cerella e Luciano Di Felice.
I nuovi accertamenti medico legali saranno fatti sui campioni biologici e, come detto, non è escluso che il cadavere del diciannovenne venga riesumato per chiarire il giallo della sua morte. La procura vuole scoprire perché il cuore di Christian si è fermato, se la causa fosse diagnosticabile e se sia stato fatto comunque tutto il possibile per salvarlo.
Il giovane calciatore venne stroncato da un malore il 9 maggio del 2019, mentre giocava una partita con gli amici sul campo di calcetto della Marina di San Salvo. Soccorso prima dai compagni, poi dal 118, il ragazzo venne trasportato all’ospedale San Pio di Vasto.
I medici vastesi, viste le condizioni del giovane, disposero il trasferimento a Chieti. L’equipe di Cardiochirurgia del policlinico teatino cercò a lungo di rianimare il ragazzo, ma il cuore di Christian non riprese a battere. Tutti gli operatori sanitari che si sono occupati del giovane atleta hanno ricevuto un avviso di garanzia.
I nuovi accertamenti medico legali cercheranno di stabilire la natura del malore e se l'esito letale fosse o meno inevitabile. Christian, primogenito di tre fratelli, come tutti i giovani sportivi era stato sottoposto a diverse visite mediche. Il giovane era intenzionato ad entrare nell’esercito. Sognava di indossare la divisa e, nei giorni precedenti il malore, non aveva avuto alcun problema di salute. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

