Morto D’Angelo, sindaco in esilio «Aveva Casacanditella nel cuore»

Stroncato da una malattia all’età di 64 anni, nel 2018 fu arrestato ma tornò da vincitore in Comune Domani l’addio nella chiesa di San Gregorio. Il cordoglio dei colleghi, Carulli: faceva di tutto per il paese
CASACANDITELLA. Quattro anni fa, durante i 23 giorni passati agli arresti domiciliari con l’accusa di aver preso circa 8mila euro di presunte tangenti «camuffate» da contributi per le feste della Madonna dell’Assunta, aveva pensato «tante volte di gettare la spugna e di dimettermi». Ma, alla fine, aveva preferito «resistere» in segno di rispetto per i residenti che l’avevano sostenuto «nei momenti bui». Giuseppe D’Angelo, il sindaco arrestato e poi tornato libero ma mandato in “esilio” con l’obbligo di dimora a Francavilla, era tornato in carica grazie a una sentenza della Corte di cassazione: «Scusatemi se dovessi tossire, ma l’aria di Francavilla non mi ha fatto bene», così aveva detto rientrando in Comune da vincitore. D’Angelo si è piegato soltanto alla malattia ed è morto, nella notte tra domenica e lunedì, all’età di 64 anni. I funerali domani alle 10, nella chiesa di San Gregorio Magno. La camera ardente è stata allestita nell’abitazione di piazza Magellano, a Casacanditella, dalle 19 di ieri.
Nel giorno del ritorno a Casacanditella – era il 28 settembre 2018 –, tra applausi, fuochi d’artificio e sigarette fumate nervosamente, l’opposizione aveva disertato il consiglio comunale. Anche in un paese di 1.307 abitanti la politica divide e mette uno contro l’altro. Dopo 10 anni di amministrazione D’Angelo, il successore è Alessandro Monaco: «Non posso che esprimere il mio cordoglio per questa scomparsa. È vero», dice il sindaco, «Peppino era un avversario politico, ma le battaglie più dure per lui sono state altre. Per anni ha combattuto contro questo male che, alla fine, lo ha sopraffatto. Gli sia lieve la terra. Il mio pensiero alla sua compagna e a tutti quelli che oggi perdono un punto di riferimento».
Nei giorni della detenzione domiciliare e del braccio di ferro giudiziario per l’inchiesta sugli appalti dell’Unione dei Comuni delle Colline teatine, accanto a D’Angelo c’era Antonio Luciani, all’epoca sindaco di Francavilla: Luciani era un amico e l’avvocato del sindaco. «Antonello Venditti venne per la prima volta in concerto a Francavilla al Mare anche grazie a lui. Giuseppe», racconta Luciani, «lo stimava moltissimo e ci fornì i contatti per realizzare l’operazione. Ma subito dopo, ovviamente, mi disse ridendo che il concerto avrebbe dovuto farlo a Casacanditella. Casacanditella era l’ombelico del mondo per lui, glielo ripetevo in continuazione e non solo perché per 10 anni ne è stato il primo cittadino. Era un uomo innamorato delle sue radici. Di persone così generose ne ho incontrate poche nella mia vita. Un paio di giorni fa ci siamo sentiti per telefono l’ultima volta».
Anche il sindaco di Roccamontepiano, Adamo Carulli, lo ricorda: «Abbiamo vissuto tante cose ma anche qualche divergente visione delle cose che ci ha tenuto su posizioni diverse. Tutto però con il massimo rispetto e sincera amicizia. Ad accomunarci lo stesso ruolo, nella consapevolezza che quando si è chiamati a ricoprire un incarico pubblico bisogna fare del tutto per onorare il mandato ricevuto. Provo profondo dolore per Giuseppe che ha trovato sulla sua strada tanti dispiaceri». Questo il pensiero del sindaco di Tollo, Angelo Radica: «Perdo un amico generoso, onesto, ironico, serio, di poche parole e sempre pronto a dare consigli».

