Morto dopo l’ernia, il giudice ascolta i periti

Caso Di Nardo: il 12 gennaio dal gup Pasquale i risultati dell’incidente probatorio sulle cause del decesso
VASTO. Approda davanti al gip del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, la vicenda di Lorenzo Di Nardo, 67 anni, il paziente di Fresagrandinaria morto a maggio 2017, tre giorni dopo un’operazione di ernia eseguita all’ospedale San Pio. I risultati dell’incidente probatorio hanno stabilito che il paziente morì a causa di un shock settico che compromise diversi organi. A parere dei periti quindi i medici che si occuparono di lui non furono responsabili della sua morte. Il 12 gennaio il professor Vittorio Fineschi, ordinario di Medicina legale della Sapienza di Roma, e il professore Giorgio De Toma, ordinario di Chirurgia generale, saranno ascoltati nell’aula del tribunale di Vasto dal gup che li ha incaricati di eseguire l’incidente probatorio in aggiunta alle perizie di parte che erano state depositate un anno fa e che già avevano escluso la responsabilità dei medici nell’accaduto. All’udienza saranno presenti i legali dei familiari di Di Nardo, gli avvocati Nicola Valentini e Pierpaolo Andreoni, ma anche i difensori dei medici indagati, Antonello Cerella, Arnaldo Tascione e Nadia Di Bello. Il giudice Fabrizio Pasquale dovrà decidere se archiviare o meno la vicenda.
Sono tredici i medici indagati per la morte del 67enne. Di Nardo era stato ricoverato in regime di day surgery e la mattina del giorno successivo operato. Nel pomeriggio il paziente era stato dimesso. Una volta a casa cominciò a stare male. Il giorno successivo i dolori aumentarono al punto che i familiari lo riportarono al San Pio. Sottoposto ad accertamenti, fu riportato in sala operatoria e sottoposto a un secondo intervento chirurgico. Fu inutile. Dopo due giorni il cuore di Di Nardo si fermò per sempre gettando nello sconforto la famiglia. La Procura, come atto dovuto, indagò i medici che si erano occupati del paziente. (p.c.)
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