Morto il primo dipendente Sevel da un mese ricoverato all’Aquila

Cesario D’Ortona, 56 anni, era stato alcuni giorni al San Pio, poi il trasferimento al San Salvatore Il sindaco di Altino: «Abbiamo giocato insieme a calcio, era un talento. Lo ricordo per la sensibilità»
VASTO. Il 13 febbraio l'annuncio del ricovero, poi il trasferimento all'ospedale San Salvatore dell'Aquila. Ieri pomeriggio, un mese dopo il ricovero, il cuore di Cesario D'Ortona, 56 anni, dipendente Sevel, ex beniamino del calcio vastese e del Sangro, si è fermato per sempre a causa del Covid. È la prima vittima del Covid alla Sevel. Grande il cordoglio dei colleghi ma anche degli sportivi di Vasto e di Altino dove D'Ortona era riuscito a conquistare il cuore dei tifosi dell'Altinese. Intanto aumentano i contagi in tutto il Vastese e purtroppo le vaccinazioni subiscono una brusca frenata.
IL DIPENDENTE SEVEL Un mese fa, quando ha avvertito i sintomi del Covid, nessuno avrebbe mai immaginato che Cesario D'Ortona non sarebbe più tornato a casa. Ieri è arrivata in città la triste notizia. D'Ortona è morto all'ospedale dell'Aquila. Grande il cordoglio di quanti lo hanno conosciuto. Fra loro il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli. «La notizia è arrivata all'improvviso e ci ha lasciato nel vuoto dell'incredulità», ha scritto su Facebook Muratelli rivolto a D'Ortona. «Tornano alla mente gli anni vissuti insieme con la nostra grande Altinese e riaccendono tanti ricordi come se fossero accaduti ieri. Ricordo la rappresentativa regionale ad Alassio dove lasciasti il segno. Eri un grandissimo giocatore, uno di quelli che ogni squadra vorrebbe. Ricordo la tua sensibilità e la tua timidezza che diventava forza esplosiva quando il pallone veniva accarezzato dal tuo talento. Sei andato via troppo presto per colpa di questo maledetto Covid. Ti ricorderemo sempre grande Cesarino, come ti chiamavano gli amici di Vasto». I funerali di D'Ortona si terranno oggi pomeriggio a Vasto alle 16 nella chiesa dell'Incoronata. Il feretro arriverà dall'ospedale. Lascia la moglie Daniela e due figli.
CONTAGI Non si fermano intanto i contagi, né a Vasto e né nel resto del territorio. «Stiamo attraversando una fase molto delicata», conferma il primario di Malattie infettive, Pina Sciotti che anche ieri non è riuscita a liberare neppure uno dei 22 letti a disposizione. Dall'inizio della pandemia i pazienti curati sono stati 255. Nelle ultime settimane c'è stata una accelerata dei contagi. «All'inizio i ricoverati erano sopratutto persone anziane, adesso invece l'età si è abbassata notevolmente», ha ribadito il primario.
VACCINI Purtroppo la campagna vaccinale in città ha subito un brusco rallentamento. «Anche da noi» conferma la dottoressa Francesca Tana, dell’ospedale San Pio, «la direzione generale ha sospeso le vaccinazioni di AstraZeneca. Attendiamo le decisioni dell'Aifa e dell'Ema per sapere come comportarci». Al momento al San Pio sono in corso solo i richiami per gli ultraottantenni ai quali sono state somministrate le prime dosi di vaccino Pfizer. Una notizia che ha creato non poche perplessità fra gli operatori scolastici e che potrebbe provocare anche l'allungamento della dad.
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