Morto mentre corre, sconcerto in paese

L’operaio 47enne aveva programmato per ieri una battuta di caccia. I conoscenti: «Persona umile, lascia di sé un bel ricordo»
ATESSA. «Dovevamo vederci questa mattina (ieri per chi legge, ndc) alle 6,30: ci aspettava una giornata di caccia da passare insieme ma Alberto, che era sempre preciso, questa volta non è arrivato». Parla con la voce rotta dall’emozione Renato Codagnone che con Alberto Scocchera condivideva la passione per la caccia e i cani. Il destino aveva altro in serbo per Alberto, 47anni, sportivo, salutista: il suo cuore ha cessato di battere senza un preavviso durante una seduta di jogging, venerdì scorso verso le 19,30 vicino allo stadio di Fontecicero. Con Alberto, capoturno della Trigano Van, correva un podista che subito ha dato l’allarme.
«Nel pomeriggio io e Alberto ci eravamo scambiati alcuni messaggi», afferma Renato, «per programmare nella giornata seguente, a Montazzoli, la caccia alle beccacce. Poi nel tardo pomeriggio ricevo la telefonata da un amico comune che stava passando vicino a Fontecicero e mi dice che Alberto è a terra e che i sanitari lo stanno rianimando con il defibrillatore. Ancora adesso non riesco a credere che sia potuto succedere». Sono durate mezz’ora le tecniche di rianimazione attuate dai sanitari del 118 di Atessa: tutto è stato vano.
Unanime è il cordoglio per la morte di Alberto che è ricordato come un uomo buono, corretto, disponibile e altruista. Così come tutti sono concordi nel considerarlo come attento al benessere del corpo, atleta, sportivo, sana alimentazione, niente vizi. Si allenava in palestra, poi con la bici e quindi faceva jogging; amante della natura, della montagna, della vita sana. Amava i cani (aveva due springer spaniel, con i quali faceva anche delle gare) e la caccia Alberto, come ricorda, tra gli altri, Antonio Campitelli, presidente dell’Atc vastese e regionale dell’Associazione nazionale libera caccia: «Questa morte ci sconcerta per il modo con la quale si è verificata e perché Alberto lascia un ricordo vivo e bello. Avevamo ancora tante gare, tante giornate di caccia, tante cenette, tanti momenti da condividere».
Alberto partecipava anche ad alcune attività ricreative culturali. «La sua partecipazione alla sacra rappresentazione della Passione di Gesù», dice Giuseppe Rancitelli, presidente dell’Ate-Tixe Studium, «è stata quasi ventennale e, pur avendone le possibilità, Alberto ha voluto sempre fare il centurione. Ecco, questa sua umiltà è il tratto che più mi ha colpito del carattere. Non si è mai tirato indietro quando si trattava di montare e smontare i palchi e le scenografie, sempre serio e disponibile. Lascia un vuoto!»
Il funerale sarà celebrato oggi, alle 14, a San Leucio dove la salma sarà portata dall'obitorio dell'ospedale. Alberto lascia la mamma Antonietta, la sorella Assunta, il cognato Corrado e la compagna Tiziana.
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