Morto nel tamponamento La Procura apre un’inchiesta

5 Febbraio 2016

VASTO. La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giovanni Rosati, 84 anni, rimasto coinvolto a fine gennaio in un tamponamento a catena sulla Statale 16, a Vasto marina, mentre...

VASTO. La Procura di Vasto ha aperto un’inchiesta sulla morte di Giovanni Rosati, 84 anni, rimasto coinvolto a fine gennaio in un tamponamento a catena sulla Statale 16, a Vasto marina, mentre andava in ospedale per curare i malanni di cui soffriva. L’uomo è morto il 2 febbraio, a 5 giorni dall’incidente, all’ospedale di Pescara. La salma è stata trasferita all’obitorio e ieri mattina il medico legale Pietro Falco (nella foto) ha eseguito l’autopsia. La perizia è durata più di 4 ore. «Servono altri esami e approfondimenti», si è limitato a dire, al termine, l’anatomopatologo.

L’ipotesi di reato è omicidio colposo. In Procura è stato rimesso un dettagliato rapporto dalla polizia municipale. Subito dopo l’incidente Rosati sembrava aver avuto una banale distorsione al rachide cervicale. Sarà la perizia a stabilire se il trauma si è rivelato fatale. Il feretro di Rosati, originario di Santa Croce Magliano (Campobasso), è stato riconsegnato ai familiari.

L’incidentenel quale il pensionato è rimasto coinvolto si è verificato sull’Adriatica in direzione nord, all’ altezza della concessionaria Ford. Rosati era a bordo di una Renault Clio guidata dalla figlia. La donna, in viaggio da qualche ora, stava andando a Pescara per far ricoverare il padre che accusava diversi malesseri. All’ora di punta quattro auto hanno cozzato fra loro. Cinque i contusi, nessuno particolarmente grave. Fino a quando Rosati non è stato trasferito a Pescara dove poi è morto. Sarà l’inchiesta a stabilire se ci sono correlazioni col tamponamento. (p.c.)

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