Morì per il Covid preso in ospedale Adesso le figlie denunciano la Asl

8 Agosto 2021

La madre 69enne fu ricoverata in Medicina al Renzetti: dopo 4 tamponi negativi, risultò positiva Trasferita ad Atessa per la polmonite, finì in Rianimazione a Chieti: il decesso in meno di un mese  

LANCIANO. Vogliono chiarezza. Vogliono capire perché la loro madre, 69anni, entrata il 6 aprile scorso all’ospedale Renzetti per essere curata, si è invece ammalata di Covid, ed è poi morta il 30 aprile nel policlinico Santissima Annunziata di Chieti. E per avere chiarezza si sono rivolte alla polizia del commissariato di Lanciano e hanno presentato una denuncia-querela contro la Asl «per l'avvenuto contagio Covid della signora nell'unità di medicina dell'ospedale Renzetti di Lanciano», e contro «tutti quei soggetti che si siano resi partecipi e responsabili della vicenda», si legge sulla denuncia. Protagoniste della triste e dolorosa vicenda due sorelle frentane che dopo tanta sofferenza hanno deciso di affidarsi alla magistratura per avere delle risposte. «Vogliamo sapere che cosa è successo, perché nostra madre, dopo 4 tamponi negativi, tre dei quali fatti in ospedale, è risultata poi positiva al Covid nel Renzetti, è stata trasferita all’ospedale di Atessa anche se le sue condizioni di salute erano gravi e poi a Chieti dove è morta. Doveva essere curata, invece non è più tornata a casa, e a noi è crollato il mondo addosso».
LA STORIA A ricostruire la vicenda tramite tamponi e cartelle cliniche è l’avvocato Giordano Pierluigi del foro di Campobasso. Tutto inizia alla fine di marzo, quando la donna accusa dei problemi di salute, viene spiegato nella querela. Il 29 marzo si sottopone a un tampone molecolare: è negativo. Le sue condizioni non migliorano e così il 6 aprile, dopo la visita del medico, la 69enne viene portata al pronto soccorso dell’ospedale Renzetti. Si fanno gli accertamenti e due tamponi, uno rapido e uno molecolare: negativi entrambi. Altro tampone il 12 aprile, ancora negativo: la donna lascia l’area grigia del pronto soccorso ed entra nel reparto di Medicina. Qui, il 18 aprile, a 12 giorni dall’ingresso in ospedale, dopo un tampone molecolare, risulta positiva. Viene trasferita ad Atessa con una diagnosi complessa in cui figura una “polmonite bilaterale interstiziale”. Il 22 aprile viene portata a Chieti, in Rianimazione, e 8 giorni dopo muore.
LA RICHIESTA DI CHIAREZZA «Vogliamo risposte», dicono le figlie, «carte alla mano per noi è evidente la piena responsabilità della Asl per l'avvenuto contagio di nostra madre nel reparto di Medicina di un ospedale che doveva essere Covid free. Abbiamo pensato molto se presentare la denuncia, perché è doloroso per noi rivivere questa tragedia, ma se ci sono delle responsabilità, queste devono essere trovate. Sarà la magistratura a fare chiarezza».
NEL REPARTO Tra marzo e aprile 2021, il Covid ha colpito a ripetizione la Medicina che è stata anche chiusa ai ricoveri. L’ultimo focolaio, il 5° a metà aprile, è quello che avrebbe colpito anche la 69enne. E l’unità aveva da poco riaperto i battenti dopo una chiusura di dieci giorni fatta a fine marzo per il 4° focolaio Covid in un anno con 16 positivi che aveva portato a fare delle verifiche anche il direttore sanitario Asl Angelo Muraglia. Il reparto poi aveva subito altre chiusure a febbraio per un paio di casi, a dicembre per 9 positivi. E nella prima ondata la Medicina, che aveva contato la maggior parte dei contagi del focolaio nel Renzetti - con Ortopedia, Utic e Otorino-day surgery a causa di chiusure, contagi e decessi, verifiche da fare sui dispositivi di protezione, la sicurezza nei luoghi di lavoro, è finita nell’inchiesta Covid del procuratore capo Mirvana Di Serio che dall’ospedale si è poi si è allargata anche alle case di riposo.
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