«Motivazioni insufficienti per il sequestro»

24 Marzo 2019

San Salvo. Droga e armi: così il Riesame ha fatto togliere i sigilli dal bar Evelin, a 4 immobili e 19 auto

SAN SALVO. «Insufficienti motivazioni alla base del sequestro». È in sintesi la motivazione che ha spinto i giudici del tribunale del Riesame dell’Aquila ad annullare il decreto di sequestro del bar Evelin e degli immobili rientranti nell’operazione che dal bar ha preso il nome. Sia il bar che altre proprietà sequestrate a Denis Bimi e ai sui familiari sono frutto di attività lecite riscontrabili con la tracciabilità. L’avvocato Marisa Berarducci che ha contestato il sequestro, si dice soddisfatta.
L’inchiesta, condotta da carabinieri e dalla guardia di finanza e che aveva portato al sequestro cautelare del bar, oltre a 4 immobili, 5 società e 19 auto per un valore di 1,2 milioni di euro, era scattato lo scorso 28 gennaio quando le fiamme gialle e i carabinieri di Chieti, Campobasso e Foggia avevano dato esecuzione al decreto di sequestro preventivo emesso dal gip del tribunale dell’Aquila, Giuseppe Romano Garganella, su richiesta del sostituto procuratore della Direzione distrettuale antimafia del capoluogo abruzzese, Stefano Gallo, nei confronti dei componenti un presunto sodalizio criminale operante su San Salvo e nel Vastese. Mercoledì 27 e giovedì 28 marzo la Cassazione si occuperà anche delle custodie cautelari di Bimi e degli altri indagati.
Gli arresti scattarono il 30 novembre 2018. L’inchiesta portò a 20 ordini di custodia cautelare. Nell’elenco molti albanesi ma anche criminali locali. Le accuse a vario titolo sono si associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga, detenzione a fini di spaccio di stupefacenti, possesso e porto illegale di armi. Ad incastrare gli accusati, le intercettazioni telefoniche. «Non c'è mai stato alcun requisito per parlare di associazione a delinquere», sostengono da mesi gli avvocati Marisa Berarducci e Antonello Cerella. «Non ci sono elementi per accuse così gravi», sostengono i difensori che dopo aver impugnato gli arresti in appello, si sono rivolti alla Cassazione. L'inchiesta partì dopo la sparatoria davanti al bar Evelin , il 21 novembre 2016. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA.