Moto contro due auto, muore a 38 anni

Schianto in corso Mazzini: consulente finanziario urta una vettura e poi finisce sotto un’altra macchina, lascia due bambini
VASTO. Uno schianto violento. Prima contro una macchina e, poi, in una carambola terribile, contro un’altra vettura, la caduta e la moto con il suo guidatore che si incastrano sotto l’auto. Nico Ruzzo, papà di due bambini, agente finanziario di 38 anni, originario di un piccolo comune in provincia di Milano ma da anni residente a Vasto, è morto a causa di un incidente stradale avvenuto ieri pomeriggio alle 16,30 all’incrocio fra corso Mazzini e via San Giovanni da Capestrano. L’incidente ha paralizzato per ore il traffico cittadino e costretto i carabinieri e la polizia municipale a deviare il transito dei veicoli sulla circonvallazione e su via del Porto.
La moto Ducati Monster guidata da Ruzzo si è scontrata in successione con le due auto, una Lancia Y e una Mercedes Classe E. Subito soccorso, l’uomo che, in primo momento non sembrava versare in gravissime condizioni, ha perso conoscenza dopo pochi minuti e non si è più ripreso. I medici del 118 hanno richiesto l’arrivo a Vasto di un elisoccorso. Ma all’arrivo dell’elicottero le condizioni del ferito si sono aggravate al punto che gli operatori, prima di caricare il trentottenne sul velivolo, hanno tentato di fermare le emorragie in atto. È stato quindi assistito al pronto soccorso del San Pio.
La procura di Vasto ha aperto un fascicolo sull’incidente. Ad occuparsi di ricostruire la dinamica dell’incidente e risalire alle cause del duplice impatto sono i carabinieri. In base ai primi accertamenti, pare che il primo impatto sia avvenuto tra la moto dell’agente finanziario, diretta dal centro cittadino verso la periferia, e la Lancia Y guidata da una giovane donna che svoltava per via San Giovanni da Capestrano. Il colpo avrebbe fatto roteare su se stessa la moto facendola finire poi contro la Mercedes. Il motociclista, insieme alla sua Ducato, si è incastrato sotto la Mercedes. Il conducente della vettura è subito sceso per prestare soccorso. Sul posto, per liberare il ferito incastrato, sono dovuti intervenire anche i vigili del fuoco.
Alcuni testimoni assicurano che Ruzzo subito dopo l’urto sembrava non aver riportato traumi evidenti: era spaventato e stordito ma cosciente. Poco dopo però ha perso i sensi. Evidentemente erano in atto emorragie interne che non è stato possibile fermare. Un’ora e mezza dopo l’incidente, nonostante le cure, Ruzzo è morto al San Pio.
Appassionato di motociclismo, amava moltissimo la sua Ducati e, a detta degli amici, era esperto e anche molto prudente alla guida. Un destino crudele ha voluto che morisse proprio in sella alla sua Monster di cui andava tanto fiero. L’uomo lascia la moglie, Francesca Di Santo e due figlioletti in tenera età. Tanti i messaggi di cordoglio inviati alla donna e a tutta la famiglia Di Santo. Il padre della moglie, Ezio Di Santo, è geometra noto in città. La salma è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Pio in attesa delle decisioni della magistratura. È probabile che la procura disponga un esame autoptico.
La città è sconvolta da una nuova tragedia della strada. Solo pochi giorni fa aveva perso la vita una giovane operaia, Cinzia Verna in un incidente sulla statale 16 con l’auto trafitta da un guardrail.

