Movida rumorosa allo Scalo I residenti: orari da rispettare

5 Agosto 2015

CHIETI. La movida che piace e quella che disturba i residenti, due facce della stessa medaglia, anche allo Scalo dove gli abitanti di piazzale Marconi protestano. Musica ad alto volume, fino a tarda...

CHIETI. La movida che piace e quella che disturba i residenti, due facce della stessa medaglia, anche allo Scalo dove gli abitanti di piazzale Marconi protestano. Musica ad alto volume, fino a tarda ora nella notte, arrosticini cotti all’aperto, con i fumi che arrivano fin dentro le case, a finestre spalancate per il caldo. «Sabato scorso ho dovuto telefonare per chiedere di abbassare il volume della musica» protesta Camillo Carapelle, «erano le due meno un quarto e la musica andava a tutta birra. Ho alzato il telefono e la mia richiesta è stata esaudita». L’esasperazione dei residenti è tanta, anche se nessuno vuole stoppare il divertimento giovanile, che fa economia, fa vivere la città e non costringe i giovani teatini a recarsi altrove per passare la serata. «Nulla contro il divertimento notturno», dice un altro residente, «chiediamo solo che sia regolamentato e si rispettino le regole». Un regolamento comunale c’è. Prevede una zonizzazione acustica, con limiti precisi, sia per quanto riguarda l’orario che per quel che concerne il volume. I locali che vogliono fare musica sino a tardi fanno domanda al Comune per ottenere una deroga al regolamento. Il Comune le concede, ma «sempre più col contagocce», dice il dirigente di settore Angela Falcone, «tenendo conto dei criteri regionali». Grazie a queste deroghe, venerdì e sabato cisi uò spingere sino all’una di notte, fino a un massimo di 70, oppure di 85 decibel (a seconda della deroga concessa). I decibel vanno misurati non a qualsiasi distanza, ma, dice il regolamento, «in facciata al soggetto ricettore più vicino». Questi tipi di permessi vengono concessi non più di quattro volte al mese e, in sostanza, hanno come limite massimo gli 85 decibel sino all’una di notte. Per chi non rispetta i limiti ci sono multe di circa 1.000 euro e pare che il Comune ne abbia già inflitte diverse in piazzale Marconi. «Sono tanti i bar e i locali della piazza», conclude Carapelle, «ma sono due quelli che danno più fastidio. Con un’applicazione sul telefono ho anche misurato i decibel, stando a circa 50 metri dai due locali, e la misura segnata toccava quota 90. Del problema abbiamo anche interessato il sindaco Umberto Di Primio. Non vogliamo fermare la movida ma chiediamo che si rispettino le regole». (a.i.)