Movida, scatta il sequestro di due locali

Nei mesi scorsi erano già state requisite le casse acustiche dopo le denunce dei residenti per la musica alta e gli schiamazzi
CHIETI. Scatta il sequestro preventivo di due locali della movida dopo le denunce dei residenti per la musica alta e gli insopportabili schiamazzi fino a notte fonda. Ieri pomeriggio, i carabinieri della sezione operativa della compagnia di Chieti hanno messo i sigilli al Bros e al Beccafico, in viale Benedetto Croce, allo Scalo, tra i pub più frequentati della città, soprattutto dagli studenti universitari. Il provvedimento è stato firmato dal giudice per le indagini preliminari su richiesta della procura della Repubblica di Chieti.
Già in prima serata la notizia ha cominciato a diffondersi velocemente. Sulle pagine Instagram di entrambe le attività erano stati pubblicizzati, a partire dalle sei del pomeriggio, sconti sulle bevande e dj set. Ma, naturalmente, tutto è andato a monte. E i ragazzi che hanno raggiunto i locali si sono trovati davanti serrande abbassate e cartelli che spiegavano il perché della chiusura.
Un primo provvedimento di sequestro, ma quella volta solo di casse acustiche e di impianti di diffusione del suono, era stato eseguito lo scorso luglio con l’accusa di «disturbo delle occupazioni o del riposo delle persone» nei confronti dei due gestori. Le indagini dei militari dell’Arma erano partite dopo le innumerevoli segnalazioni dei residenti, a loro dire stanchi di trascorrere intere notti insonni. Secondo le accuse della scorsa estate, nei locali erano organizzate serate con tanto di dj senza il rilascio delle indispensabili autorizzazioni comunali per l’intrattenimento musicale. Peraltro, il limite delle emissioni sonore – sempre in base alle contestazioni sfociate nel primo sequestro – è stato di gran lunga superato in più occasioni, come documentato dai rilievi fonometrici dell’Agenzia regionale per la tutela dell’ambiente (Arta). Non si contano, d’altronde, le richieste di intervento dei vicini, che hanno costituito anche un comitato. C’è chi ha addirittura pensato di cambiare casa, considerando che quei rumori molesti andavano ben oltre i limiti della normale tollerabilità ed era impossibile dormire anche a un chilometro di distanza. In alcune occasioni, soprattutto nel fine settimana, all’esterno dei locali è stata stimata la presenza di circa 300 persone, tant’è che la folla strabordava fino in strada
Il sequestro preventivo di strumenti e dispositivi per la diffusione della musica, codice penale alla mano, era stato disposto per impedire la prosecuzione del reato. Ma, evidentemente, non è stato sufficiente per cambiare la situazione. E ieri sono scattati i sigilli con contestuale chiusura di entrambi i locali.
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