Movida violenta, la linea del prefetto: aumentano i controlli davanti ai locali

25 Ottobre 2024

Cupello dopo il comitato provinciale per l’ordine pubblico: «Chieti è una città sicura, ma non va abbassata la guardia» Nuovo appello agli esercenti: «Segnalate ogni problematica alle forze dell’ordine». Più pattuglie nei fine settimana

CHIETI. «Chieti è una città sicura. Ciò non significa che si debba abbassare la guardia». Così il prefetto Gaetano Cupello al termine del comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica di ieri pomeriggio in prefettura. A capo dell’ufficio territoriale del governo da 22 giorni, Cupello ha convocato una riunione soprattutto a seguito dei fenomeni di movida violenta che si sono registrati a Chieti e Lanciano. In entrambi i casi ha chiesto più controlli alle forze dell’ordine e alla polizia municipale e maggiore collaborazione agli esercenti attraverso le loro associazioni di categoria.
IL COMITATO
La riunione, presieduta dal prefetto, ha visto la presenza del consigliere provinciale Massimo Tiberini, dell’assessore di Chieti Manuel Pantalone, della comandante della polizia locale di Chieti Donatella Di Giovanni, del sindaco di Lanciano Filippo Paolini, del questore Aurelio Montaruli, del comandante provinciale dei carabinieri Cosimo Damiano Di Caro, di quello della Finanza, Michele Iadarola, oltre che della presidente provinciale di Confcommercio, Marisa Tiberio. Il prefetto ha detto che «a Chieti non c'è alcun allarme. Ci sono stati certamente episodi di cosiddetta mala movida, che però non vanno enfatizzati».
QUESTURA AL LAVORO
Insomma: risse e scazzottate notturne nei fine settimana che, pure si sono susseguite con una certa frequenza, sia a Chieti che a Lanciano, costituiscono secondo la prefettura «dei casi specifici rispetto al significativo numero di esercizi attivi nei due comuni e, in particolare, alla quantità ingente di utenti, soprattutto giovani, che frequentano i locali a Chieti Scalo e che, pertanto, non dovrebbero generare allarmismo né una ingiustificata sensazione di insicurezza». A tal proposito, oltre alle attività di polizia giudiziaria in atto da parte delle forze dell’ordine, il questore «ha riferito che sono in corso verifiche propedeutiche all’adozione di misure a seguito degli ultimi episodi. Il questore ha parlato della possibilità di adottare, all'esito delle verifiche in corso, provvedimenti quali il Daspo Willy, (vale a dire i divieti di accesso a particolari aree urbane), la sorveglianza speciale e l’avviso orale».
PIù CONTROLLI
In tema di prevenzione dei casi di movida violenta, il comitato prefettizio ha condiviso la necessità di intensificare i servizi di vigilanza sul territorio e di controllo relativamente ai pubblici esercizi, da parte delle forze dell’ordine, inclusi i carabinieri del Nas (Nucleo antisofisticazione e sanità) e del Nil (Nuclei ispettorato del lavoro), e dei comandi di polizia locale. «La movida è un fenomeno che deve esistere», ha detto il prefetto, «perché attiene al diritto dei giovani, come anche dei meno giovani, di divertirsi e degli esercenti di lavorare, visto che la movida muove anche l’economia locale. Bisogna però contemperare questo diritto con quello dei residenti alla tranquillità e alla sicurezza. Per questo ho chiesto di intensificare i controlli soprattutto nei fine settimana e in concomitanza delle festività e ho chiesto anche la collaborazione degli esercenti. In particolare ho chiesto alle associazioni di categoria di sensibilizzare i proprietari dei locali affinché, nel momento in cui si accorgono di eventuali problematiche, avvertano subito le forze dell’ordine».
COLLABORAZIONE ASSICURATA
La prefettura ha anche condiviso l’ordinanza anti-vetro appena emessa dal Comune di Chieti. «Faremo il possibile e anche l’impossibile per essere più presenti con le nostre forze di polizia locale», ha detto l'assessore Pantalone, «polizia locale che lavora sino alle 21. In caso di deroghe di orario bisogna ovviamente condividere le decisioni con i sindacati». Massima collaborazione anche da parte di Confcommercio: «Con la questura abbiamo già avviato una collaborazione», ha detto la presidente Tiberio, «perché come Confcommercio sosteniamo e promuoviamo la cultura della legalità e del rispetto delle regole. Noi come associazione abbiamo una scuola di formazione per chi vuole aprire un'attività commerciale, chi la frequenta ottiene un certificato di abilitazione a gestire un esercizio commerciale e nell'ambito di questa scuola abbiamo pensato anche a interventi formativi da parte della questura».