Mozart saluta la città con il pienone in piazza

Cala il sipario anche sulle polemiche. Di Toro e D’Orazio sono soddisfatti Determinante l’apporto di Casina dei Tigli, palazzo Lepri, Vittoria e gli altri
CHIETI. La Settimana Mozartiana è archiviata. Inutile stare a ricordare tutte le vicissitudini che l’hanno preceduta. Domenica scorsa, ultima sera con Mozart, arriva il lieto fine. Perché nonostante le pecche, sono stati tanti gli artisti e i promotori che hanno comunque scelto di mandare in porto il decennale appuntamento. Basti ricordare i salotti della libreria De Luca e le programmazioni ideate da tempo dalla Casina dei Tigli e Palazzo Lepri, che sono riusciti a dare un notevole valore aggiunto alla manifestazione organizzata in ritardo dal Comune. E ancora, essenziale è stata la collaborazione della Camera di Commercio, del Gran Caffè Vittoria, del Templum Cafè, del Neko Maid Cafè, del Rotary Club Chieti – che con il salotto “Accoglienza” a piazza Valignani ha distribuito guide della città curate dal club – e di molti altri. Così uno dei due direttori artistici, il maestro Fabio D’Orazio: «Una soddisfazione oggettiva. Nonostante tutto abbiamo comunque realizzato la Settimana, in pieno rispetto del budget che il Comune poteva investire. Un grazie sentito agli artisti, ai gestori dei servizi e a tutti coloro che hanno scelto di andare avanti nel progetto. Ognuno ha fatto la sua parte e accettato anche compensi ridotti pur di realizzare comunque la Settimana». La direzione artistica, insieme a Michele Di Toro, funziona. È riuscita ad offrire qualità, valorizzazione di artisti del posto e attinenza con il repertorio musicale mozartiano. Entrambi i direttori in prima persona sulla scena: dopo gli “effetti sorpresa” di Di Toro nel salotto di Porta Pescara lo scorso giovedì – si era ritrovato a duettare con il gruppo Miss New Orleans – domenica a dirigere il coro “A. Pacini” a San Domenico è stato ancora D’Orazio. Nella chiesa risuonano sinfonie classiche di Donizetti, Brahms, Mozart e due brani d’amore della tradizione sarda. E ancora, a piazza San Giustino va in scena l’Istituzione Sinfonica Abruzzese: un successo di pubblico che rincuora e che fa sperare in meglio. Il soprano Maria Laura Martorana e il direttore Marcello Bufalini hanno regalato alla piazza gremita aree d’opere mozartiane e la Sinfonia n.7 di Beethoven. C’è stato spazio anche per giovani e giovanissimi, lungo tutto il corso della settimana. Domenica sera all’Antica Pescheria è toccato ai Violoncellieri, piccoli musicisti tra i 5 e i 13 anni diretti dal maestro Gianluigi Fiordaliso. Occasioni anche per il teatro: le “Incursioni Teatrali” hanno animato la Trinità, sono i ragazzi dei corsi di recitazione del Marrucino diretti da Giuliana Antenucci.
Domenica ultimo giorno anche del corteo storico di dame e cavalieri, che ha regalato momenti coreografici lungo le vie del centro e nei palazzi. Una realizzazione di Paolo La Rovere, ballerino di fama internazionale, e Nicola Trotta, celebre costumista.
Terminano pure le diverse mostre allestite per l’occasione. E arriva anche la chiusura di “ReFusioni. Un click di parole” alla sala Expo della Camera di Commercio. Un progetto di sperimentazione, un mix di fotografia e poesia, “una contaminazione dell’immediatezza delle immagini con la sinteticità delle parole, due modi di fissare l’attimo, una fusione che dà libero arbitrio alle emozioni”.
Monica Conserotti e Andrea Magno sono stati i curatori della mostra e Magno ha collaborato anche per la realizzazione del salotto culturale a Gian Battista Vico. Domenica scorsa protagoniste sono state le sue poesie raccolte nel volume “Sotto Falso Nome”.
E conclude così il maestro Di Toro: «È stata un’esperienza molto gratificante, che ha soddisfatto le esigenze del pubblico.
Gli artisti hanno aderito alla manifestazione con grande entusiasmo, contribuendo a dare un’ampia visione dello spirito multiforme di Mozart. Si deve e si può sempre migliorare: andremo avanti nel nostro lavoro». Un bilancio positivo, insomma, che vuole chiudere il sipario anche sulle polemiche. Aspettando cosa accadrà il prossimo anno.

