Multa di 3,6 milioni a Mediaworld Le indagini sono partite da Chieti

5 Novembre 2022

L’Antitrust accusa: «Prodotti abbinati all’insaputa dei consumatori e offerte ingannevoli nei negozi» La dura sanzione dopo il sopralluogo delle fiamme gialle teatine e le testimonianze dei clienti

CHIETI. Una segnalazione della guardia di finanza di Chieti ha dato il via al procedimento dell’Antitrust sfociato in una multa da 3,6 milioni di euro nei confronti di Mediamarket, titolare del marchio Mediaworld, il colosso dell’elettronica con numerosi negozi anche in Abruzzo. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha imposto la sanzione per «pratica commerciale scorretta»: nei punti vendita distribuiti su tutto il territorio nazionale, secondo l’accusa, la società ha utilizzato modalità ingannevoli per promuovere alcuni prodotti, spesso presentati come in promozione – sia nei volantini, sia nei cartelli posizionati nei negozi – che invece erano abbinati e venduti insieme a un prodotto accessorio. In questo modo il consumatore pagava un prezzo superiore e diverso rispetto a quello pubblicizzato.
IL PROVVEDIMENTO
La segnalazione delle fiamme gialle teatine è partita dopo un accertamento svolto nel negozio Mediaworld di Chieti lo scorso 15 dicembre. «È emerso», si legge in un passaggio chiave del provvedimento di 29 pagine dell’Antitrust, «che sarebbe prassi costante dell’esercizio commerciale la vendita congiunta di prodotti di informatica con pacchetti software, con un prezzo di 29,90 euro da aggiungere al prezzo del pc portatile o fisso; la vendita di smartphone con pellicole protettive con un costo aggiuntivo variabile da 19,90 a 34,90 euro; la vendita di televisori in abbinamento al servizio “pronto all’uso” dal costo variabile da 14,90 a 69,90 euro. Nel corso del sopralluogo, la guardia di finanza ha acquisito informazioni dal titolare del punto vendita, il quale, rispondendo ad alcuni quesiti in ordine alla condotta sopra descritta, ha ammesso che si tratta di una modalità espositiva e di vendita frequentemente utilizzata nei punti vendita e che i prodotti accessori preinstallati non sono modificabili in quanto il consumatore potrebbe acquistare il prodotto, senza l’accessorio, solo nel caso in cui quest’ultimo sia disponibile in negozio». E ancora: «Altri consumatori hanno poi segnalato di aver trovato nei negozi Mediaworld, all’interno di specifiche ceste o scatola trasparenti contrassegnate dal cartello “Offerta!”, un prodotto e un suo accessorio, confezionati insieme, con un cartello che indicava un unico prezzo. Recandosi alla cassa con l’intera scatola, il consumatore appurava solo in quel momento che il prodotto accessorio non era ricompreso nel prezzo esposto».
LA DIFESA
Mediamarket non condivide le motivazioni alla base del provvedimento «ritenendolo», si legge in una nota, «del tutto infondato e, pur mettendosi a completa disposizione dell’Autorità, effettuerà ricorso nei confronti di tale decisione. Nel corso del 2022, tra l’altro, Mediaworld ha implementato una serie di azioni per aumentare ulteriormente la trasparenza della comunicazione commerciale in tutti i propri punti vendita distribuiti sul territorio italiano. Mediaworld da 30 anni è al fianco dei clienti per favorire la conoscenza e la diffusione della tecnologia, operando nel pieno rispetto delle normative e mettendo il cliente al centro della sua strategia».