Multa stradale da 3mila euro «Mai stati con l’auto a Ortona»

5 Aprile 2018

Assicurazione scaduta: cartella esattoriale pesante per padre e figlio «Sul verbale è indicato un veicolo diverso dal nostro». Il caso davanti al giudice

ORTONA . Ricevono una multa per il tagliandino dell’assicurazione scaduto ma non sono mai stati ad Ortona. Al centro della vicenda ci sono padre e figlio, cointestatari di un’automobile: a loro è stata inviata negli ultimi tempi una cartella esattoriale di oltre tremila euro in seguito al mancato pagamento di una sanzionefatta dalla polizia municipale di Ortona. Ma loro vivono ad Ascoli Piceno e Perugia, e dicono di non essere mai stati nella cittadina adriatica. A raccontare la propria versione dei fatti è Emidio Albertini che insieme a suo padre Pio è intestatario di una Volkswagen Polo, dettaglio non trascurabile all’interno della storia che stiamo per raccontare.
«A marzo 2013 io e mio padre abbiamo ricevuto una multa dal Comune di Ortona per una Volkswagen Golf che sostava con il tagliandino dell’assicurazione scaduto a gennaio», racconta Emidio. Già qui emerge una incongruenza, relativa alla marca del veicolo. Un fatto che l’uomo fa presente al ricevimento della multa, telefonando al comando dei vigili urbani e spiegando di possedere una Polo e non una Golf. Ma non solo: «Io vivo a Perugia, mio padre ad Ascoli, non siamo mai stati a Ortona e per di più l’assicurazione scade ogni anno a luglio». I vigili invitano a inviare una raccomandata con la documentazione, cosa che i due Albertini fanno: «Ho mandato le ricevute degli ultimi tre anni che dimostravano il pagamento a luglio dell’assicurazione. Ho detto che probabilmente si era trattato di un errore di trascrizione della targa, seppur i vigili abbiano escluso questa ipotesi».
Qualche mese dopo ecco un’ulteriore sorpresa. Nonostante la documentazione fatta recapitare, l’iniziale multa di 39 euro è arrivata a toccare i 400 euro. «Mio padre ha chiamato nuovamente il comando ricordando di aver spedito tramite raccomandata, di cui abbiamo la ricevuta di ritorno, tutto il materiale che avallava la nostra tesi», prosegue nel racconto Emidio Albertini.
«Siamo stati invitati a mandare un fax con la ricevuta di ritorno stessa. Da quel momento non abbiamo saputo più nulla fino a qualche tempo fa». Pio Albertini riceve una cartella esattoriale di 1.660 euro, Emidio Albertini di 1.700 euro. Dopo aver inviato nuovamente tutta la documentazione con posta certificata, presentano ricorso al giudice di pace. Ora si attende l’esito. «Se ci venisse data ragione e non dovessimo pagare le cartelle esattoriali», dice Emidio Albertini, «avrei comunque speso 600 euro tra bolli e avvocato per una multa che non mi riguarda». Il comandante Domenico Galanti: «Sarà il giudice a stabilire se devono pagare oppure no».
©RIPRODUZIONE RISERVATA