Multopoli nel comando dei vigili Al via il processo per 4 imputati

San Salvo. L’inchiesta della Finanza va in Tribunale: per gli accusati scattarono gli arresti domiciliari Devono rispondere di associazione a delinquere, peculato, falso e accesso abusivo al sistema Pra
SAN SALVO. Multopoli: al via oggi il processo che ha spaccato San Salvo in due. C’è chi ritiene assurde le accuse ai 4 vigili urbani rinviati a giudizio dal Gup distrettuale dell’Aquila, Guendalina Buccella su richiesta del pm David Mancini e chi, invece, anche se stupito ritiene che la magistratura abbia deciso il rinvio a giudizio dopo aver valutato attentamente il materiale probatorio contro gli indagati individuando indizi di colpevolezza. Pesante l’ipotesi di reato contestata: associazione a delinquere oltre al peculato, falso, abuso d’ufficio, accesso abusivo al sistema informatizzato del Pubblico registro automobilistico, ma anche minaccia a pubblico ufficiale e violenza a terzi soggetti a conoscenza dei fatti. Sul banco degli imputati, l’ex comandante Benedetto Del Sindaco, i marescialli Carmela Felice, Angela Monaco e Dino Di Fabio.
Secondo l’accusa gli agenti avrebbero omesso la riscossione in parte o totalmente, di somme dovute al Comune di San Salvo per sanzioni amministrative al Codice della strada. I quattro avrebbero, inoltre, redatto atti falsi per far risultare pagati alcuni verbali attraverso il versamento di somme su conti correnti risultati inesistenti. L’inchiesta risale al 2013 quando gli agenti della Guardia di finanza acquisirono diversi documenti all’interno del comando di polizia municipale. Qualche mese dopo arrivarono i provvedimenti restrittivi nei confronti dei quattro vigili, messi agli arresti domiciliari. A giudizio della Procura di Vasto, nel corso delle indagini coordinate dai sostituti procuratori David Mancini della Dda dell’Aquila ed Enrica Medori, sarebbe emersa l’esistenza di un vincolo associativo tra gli indagati. Gli agenti avrebbero omesso la riscossione in tutto o in parte di somme dovute all’ente per sanzioni amministrative al codice della strada; avrebbero formato atti falsi per far risultare pagati alcuni verbali mediante versamento di somme su conti correnti risultati successivamente inesistenti. A difendere gli accusati sono gli avvocati Antonello Cerella, Augusto La Morgia, Giovanni Cerella, Fiorenzo Cieri, Clementina De Virgiliis e Alessandra Cappa.
Dall’inchiesta sarebbero emersi fatti inquietanti e soprattutto l’esistenza di un vincolo associativo tra gli agenti che ha prodotto l’accusa di associazione a delinquere per i reati sopra elencati. Fra le tante contestazioni è inquietante quella di minaccia a pubblico ufficiale e di violenza a terzi soggetti a conoscenza dei fatti. Accuse che i difensori degli agenti rigettano con determinazione e che cercheranno di far cadere. Tutti e quattro gli indagati hanno ricominciato da tempo a lavorare. La vicenda è sicuramente molto delicata e per questo le indagini sono state lunghe e meticolose.
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