Multopoli, torna il processo per ex comandante e 6 vigili

16 Aprile 2021

Il blitz della Finanza nel 2013 per sanzioni non notificate nel periodo 2007-2009 Il gup dispone un nuovo rinvio a giudizio dopo l’annullamento delle altre udienze

SAN SALVO. Multopoli: tutto da rifare. Il primo processo era stato annullato nel 2018. Ieri il gup del tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale, ha disposto un nuovo rinvio a giudizio per l'ex comandante della polizia locale di San Salvo, Benedetto Del Sindaco e altri sei indagati: Carmela Felice, Angela Monaco, Dino Di Fabio, Nicola Pagano, Felicia D'Errico e Gianluca Ciavatta. Il primo processo era stato annullato dopo 5 anni di udienze per un problema procedurale sollevato dalla difesa. Ieri il gup ha disposto un nuovo rinvio davanti al collegio fissando la data al 20 luglio prossimo.
L’inchiesta scattò a luglio 2013, quando la guardia di finanza e il nucleo tributario eseguirono una serie di controlli negli uffici del comando dei vigili urbani per acquisire documenti e ricostruire la gestione delle multe. Qualche mese dopo arrivarono i provvedimenti restrittivi nei confronti di alcuni vigili, messi agli arresti domiciliari. Dal racconto dell’ex comandante Silvana Paci e di una collega degli accusati, le multe non notificate dal 2007 al 2009 furono una trentina su un totale di 3mila fatte. Mancanza dovuta, a parere della difesa, a una discutibile organizzazione del lavoro ma non alla volontà di commettere illeciti.
Le accuse a vario titolo sono di peculato, falso, abuso d'ufficio, accesso abusivo al sistema informatico e violenza e minaccia a pubblico ufficiale per impedire gli accertamenti. A difendere gli accusati son gli avvocati Antonello Cerella, Fiorenzo Cieri, Clementina De Virgiliis, Augusto La Morgia, Guido Torricella e Marco Rinaldi.
Nel 2018 gli atti tornarono all’Aquila. La Procura distrettuale ha dovuto fare un nuovo avviso di conclusione delle indagini. Il primo processo era stato annullato perché la Procura non aveva mai depositato e messo a disposizione della difesa gran parte dei documenti relativi all’attività investigativa. La questione era stata sollevata in sede di udienza preliminare. All’epoca la difesa non aveva potuto replicare adeguatamente alle accuse perché mancavano verbali e documenti citati nel capo d’imputazione. A dicembre 2017 il pm notificò ai difensori l’avviso di deposito dei documenti mancanti dando un termine alla difesa per prenderne visione. In aula a marzo del 2018 la difesa tornò sulle barricate facendo notare che la visione di quei documenti (la difesa avrebbe potuto scegliere un rito di giudizio alternativo) sarebbe dovuta avvenire in sede di udienza preliminare. (p.c.)
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