Muore 13 ore dopo lo schianto in auto

Vincenzo Trotta, 66 anni, ex autista di bus, era a pochi metri da casa. L’incidente alle 23 di sabato, il decesso ieri a Chieti
ALTINO. Muore dopo lo schianto frontale in auto a pochi metri da casa. Vincenzo Trotta, 66 anni, originario di Archi e residente a Selva di Altino, è deceduto ieri mattina all’ospedale di Chieti, a poche ore dall’incidente che lo ha visto coinvolto sulla statale 84. Erano le 23 circa di sabato quando il pensionato stava tornando a casa alla guida della sua Volkswagen Polo e si è scontrato frontalmente con il Suv condotto da D.V., 30 anni, di Archi. L’impatto è stato fortissimo, le due auto si sono ritrovate perpendicolari alla strada. La Citroen Aircross è finita a ridosso della finestra di un’abitazione lungo via Nazionale, abbattendo anche un segnale stradale. Trotta è rimasto invece incastrato tra le lamiere della Polo. Per estrarlo è stato necessario l’intervento dei vigili del fuoco arrivati dal distaccamento di Casoli, ma il pensionato era cosciente.
Entrambi i conducenti sono stati trasportati dal 118 all’ospedale di Lanciano: D.V. è stato ricoverato in osservazione breve, mentre le condizioni di Trotta si sono aggravate nel corso della notte. Sottoposto a Tac, che ha rilevato una lesione all’aorta, il 66enne è stato immediatamente trasferito all’ospedale di Chieti. Qui è stato operato d’urgenza ma non si è più ripreso e, poco prima di mezzogiorno, il suo cuore ha smesso di battere. Il pm di turno alla Procura di Lanciano, Serena Rossi, ha disposto l’autopsia, l’incarico viene affidato oggi. L’esame accerterà se Trotta avesse patologie pregresse diventate concausa della morte o se sia stato colto da malore prima dello schianto. La dinamica dell’incidente è in corso di valutazione da parte dei carabinieri del Norm di Lanciano che, al comando del tenente Massimo Canale, hanno sequestrato i due mezzi e cercano testimoni o telecamere attive nella zona. Ma sembra più probabile che a invadere la corsia opposta, e a finire sul Suv che procedeva in direzione di Archi, sia stata la Polo del pensionato, il quale abitava a un centinaio di metri dal punto dello schianto. Ad accorrere sul luogo dell’incidente, ignaro che fosse coinvolto il padre, anche il figlio diciottenne di Trotta, che si trovava a una festa di compleanno nelle vicinanze.
Vincenzo Trotta era pensionato, aveva lavorato come autista per le Autolinee Spinelli di Archi. E oggi sono il suo paese d’origine - il fratello Marco è dipendente comunale - e quello dove risiedeva con la famiglia, a piangerlo. «Una persona perbene, lavoratore», lo ricorda il sindaco di Altino, Vincenzo Muratelli, vicino di casa, «la comunità si stringe alla famiglia». Vincenzo Trotta lascia cinque figli: Fabrizio, ex pugile professionista, Simona e Danilo, nati dal primo matrimonio, e Simone e Maria, nati dall’unione con l’attuale moglie Filomena.
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