Muore a 18 anni lanciandosi dal ponte

5 Gennaio 2016

Tragedia a Bocca di Valle vicino al sacrario dell’eroe di guerra Bafile. La vittima è un ragazzo di Guardiagrele

GUARDIAGRELE. Il corpo senza vita del diciottenne Stefano Di Crescenzo è stato rinvenuto ieri mattina sotto il ponte della frazione di Bocca di Valle che si trova vicino al Sacrario dell'eroe della Grande Guerra Andrea Bafile. A fare la tragica scoperta, poco dopo le 10, è stato un signore che a quell'ora passeggiava con il suo cane sul marciapiede del ponte. Si è sporto dalla balaustra ed ha subito dopo lanciato l’allarme avvisando le forze dell'ordine. Tragico incidente oppure suicidio? Gli investigatori propendono per la seconda ipotesi anche se il giovane non ha lasciato messaggi. Stefano, dopo aver scavalcato la ringhiera di ferro, si sarebbe buttato nel vuoto da un’altezza di oltre 25 metri, andandosi a schiantare contro le rocce del greto del torrente Vesola. Sul posto, subito dopo l'allarme, oltre ai carabinieri della locale caserma, coordinati dal maresciallo Gianluca Presutti, sono giunti gli uomini del Reparto operativo di Chieti, coordinati dal maggiore Erminio Sacco, il Corpo Forestale dello Stato che ha per primo raggiunto la salma insieme agli speleologici del Soccorso alpino, coprendola con un telo bianco, e il 118. Il giovane, che indossava un giubbino azzurro, jeans e scarpe da tennis, non è stato però identificato subito perché non aveva documenti. Le forze dell'ordine hanno così controllato se vi fosse la presenza di qualche auto abbandonata o se negli alberghi della zona si fosse registrato il mancato rientro di qualche ospite. Ma tutto dava esito negativo. L’area accanto al sacrario di Bocca di Valle è stata delimitata per tenere a debita distanza numerose persone curiose e incredule per l’accaduto. Solo nel pomeriggio si è giunti all’identificazione del giovane. E’ toccato ai carabinieri il delicato compito di avvisare i familiari di Stefano, descritto come un ragazzo riservato ed educato. Il corpo è stato recuperato grazie al laborioroso intervento di una squadra del Corpo Nazionale Alpino e Speleologico dell'Abruzzo che ha operato a lungo con l'ausilio di corde e paranchi. La salma è stata quindi trasportata all'obitorio dell 'ospedale cittadino di via Anello.

I familiari, accompagnati dalle forze dell’ordine, hanno raggiunto il Santissima Immacolata distrutti dal dolore per una tragedia grande ed inaspettata. La tragica notizia nel tardo pomeriggio ha fatto il giro della cittadina, suscitando una profonda commozione. A tutti è rimasto difficile capire cosa può aver portato il giovane ad un estremo e terribile gesto. In molti hanno infatti descritto Stefano Di Crescenzo come un ragazzo tranquillo che viveva la sua vita in una maniera assolutamente normale, in contrada San Donato, come fa la maggior parte dei suoi amici. Qualcuno ha anche ricordato un altro lutto che anni fa colpì la sua famiglia per la prematura scomparsa di una zia a causa di un male incurabile. Qualcun altro invece ha raccontato di quando un ultra settantenne, con il suo stesso cognome, si era tolto la vita lanciandosi nel vuoto dal ponte del sacrario, nello stesso identico punto scelto ieri dal giovane guardiese per mettere fine ai suoi sogni.