Muore a 43 anni correndo sulla riviera

Stroncato da un malore Ivan Colangelo, di Trasacco, insegnante dell’Alberghiero ed ex fisioterapista del Celano calcio
TORINO DI SANGRO. Si accascia sulla banchina mentre fa jogging sul lungomare della Costa dei trabocchi. È stato probabilmente un infarto a stroncare la vita di Ivan Colangelo, 43 anni, di Trasacco, insegnante ed ex fisioterapista del Celano calcio. Il giovane è stato colto da malore ieri mattina in località Borgata Marina, a Torino di Sangro. All’arrivo dell’ambulanza, allertata da un passante, il suo cuore si era già fermato. Fisico atletico, buona salute e la passione per lo sport, la morte di Colangelo lascia sgomenti familiari e amici del giovane, che insegnava all’istituto alberghiero di Villa Santa Maria e aveva preso casa a Paglieta. Ieri mattina Ivan è arrivato in auto sul lungomare di Fossacesia. Qui ha posteggiato la macchina per iniziare il suo allenamento, una corsa fino alla riviera di Torino di Sangro, lo stesso tragitto che in questa zona scelgono tantissimi appassionati della corsa o della camminata per tenersi in forma non appena le temperature si alzano. Un’abitudine che, evidentemente, aveva imparato ad apprezzare anche Colangelo. Intorno alle 11, dopo aver corso per circa quattro chilometri, appena raggiunta la riviera torinese, in viale Costa Verde Ivan si è accasciato sulla banchina. A notare il giovane riverso a terra sono stati alcuni passanti che hanno dato subito l’allarme. Il 118 ha inviato sul posto un’ambulanza da Atessa. Ma quando i soccorritori sono arrivati, il cuore di Ivan aveva smesso di battere.
Con sé non aveva documenti, per cui il riconoscimento non è stato semplice. In tasca solo le chiavi dell’auto che un vigile urbano e l’assessore Gabriele Moretti hanno, infine, rintracciato sul lungomare di Fossacesia. Dopo l’arrivo dei carabinieri, il corpo di Colangelo è stato trasferito nell’obitorio del cimitero di Torino di Sangro, a disposizione della famiglia arrivata in giornata dalla Marsica. Per la Procura di Vasto si tratta, infatti, di morte per cause naturali. Fino a sera la data del funerale non è stata ancora fissata. Non è escluso che la famiglia -la moglie Silvia, i genitori Alvaro e Elda, le sorelle Rina e Settimia- voglia indagare le cause dell’improvviso decesso, visto che Ivan era giovane, praticava sport ed era in buona salute.
Nella Marsica la notizia ha colti tutti sgomenti. Ivan tornava spesso a casa e a Celano, dove si riuniva con gli amici di una vita, a cena nel ristorante “Guerrinuccio”, a parlare di calcio e della Juventus, di cui era tifosissimo. Mercoledì sera suo era stato l’ultimo messaggio sulla chat di Whatsapp, dopo il passagio del turno con il Napoli: «Ragazzi, quest’anno ci andiamo a vedere la finale di Coppa Italia», ha scritto agli amici. Fisioterapista del Celano calcio dalla stagione 2007-2008, aveva fatto parte dello staff negli anni d’oro della C2, rimanendo un altro anno dopo la retrocessione in serie D. Poi era arrivato il posto a scuola, che amava quanto lavorare nello sport. Per la sua prematura scomparsa piangono anche l’ex presidente del Celano Ermanno Piccone e molti calciatori.
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