Muore a 43 anni dopo un’operazione

La vittima, madre di tre figli e residente ad Archi, è deceduta all’improvviso sabato sera. Esposto dei familiari

LANCIANO. È morta all’improvviso, in ospedale, a 43 anni. Per conoscere i motivi del decesso di Sofia Bellisario, di Archi avvenuta sabato nell’ospedale di Lanciano, i familiari della donna, spostata e madre di tre bambini in età scolare, hanno presentato ieri mattina un esposto alla Procura di Lanciano. Per i familiari, straziati dal dolore, è importante capire se il decesso sia da imputare a presunte mancanze dei medici dell’ospedale, del reparto di Chirurgia, dove era ricoverata, o meno.

La polizia giudiziaria ha depositato l’esposto ai magistrati coordinati dal procuratore capo Francesco Menditto, che ha disposto il blocco dei funerali, inizialmente previsti per ieri pomeriggio. La salma è rimasta così a disposizione dell’autorità giudiziaria. Oggi dovrebbe effettuarsi l’autopsia.

Dai primi accertamenti è emerso che la donna è stata ricoverata d’urgenza martedì scorso e operata, con altrettanta urgenza, all’addome per una presunta ulcera perforata. Un codice rosso, soccorso con tempestività. L’operazione chirurgica era riuscita e la donna stava trascorrendo la degenza post-operatoria in Chirurgia. Tutto sembrava volgere al meglio. Fino a sabato sera quando, dopo aver salutato la sorella, e in attesa di abbracciare il marito, il figlio 16enne e le due bambine di 12 e 8 anni, è morta. All’improvviso. Un abbraccio spezzato.

Una famiglia e un interno paese, Archi, sotto shock. Le grida di dolore dei familiari sabato sera riecheggiavano nel cortile antistante la palazzina della Chirurgia. Lacrime e un dolore lacerante che accompagnavano una sola domanda: perché? Di cosa è morta la Bellisario? Un’embolia polmonare? Un infarto? Una complicazione dovuta all’operazione, non capita? Una reazione allergica a un medicinale? Da indiscrezioni pare che le analisi dimostrerebbero che la donna stava recuperando bene dall’intervento, il decorso post-operatorio procedeva senza problemi con un recupero anche piuttosto veloce.

Al momento non ci sono indagati sulla vicenda. Sarà comunque la magistratura a fare chiarezza con l’autopsia che accerterà le cause del decesso e darà una risposta ai familiari. Una risposta che forse non lenirà il dolore per la morte di una giovane madre.

Anche la Asl, in seguito all’esposto, dovrebbe avviare una verifica interna. Una procedura di “verifica del rischio clinico” per controllare la correttezza delle procedure seguite durante la degenza che di solito si attiva quando la magistratura apre delle indagini.

Teresa Di Rocco

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